3 Ago 2026, Lun

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Un uomo di 92 anni, vestito ordinatamente che curava molto l’aspetto, si stava trasferendo in una casa per anziani.

Sua moglie, di 70 anni, era morta di recente e lui si era visto nella necessità di lasciare la sua casa.

Dopo un’attesa di varie ore alla reception, gentilmente sorrise quando gli dissero che il suo appartamentino era pronto.

Rassegnato e contento camminava lento verso l’ascensore, usando, naturalmente, il suo bel bastone. Io lo accompagnavo descrivendogli l’appartamento.

«Mi piace molto», disse, con l’entusiasmo di un bambino che sta per ricevere un nuovo giocattolo.

«Signore, lei non l’ha ancora visto, aspetti un momento, che quasi ci siamo».

«Questo non ha niente a che vedere», risponde. «La felicità io la scelgo volta per volta. Se mi piace o no l’appartamento, non dipende dai mobili o dalla decorazione, ma da come io decido di vederlo e già ho deciso nella mia mente che mi piacerà l’appartamento! È una decisione che prendo ogni mattina quando mi alzo».

«Io posso scegliere: trascorrere il giorno in camera ripensando a tutte le mie difficoltà con le parti del mio corpo che non funzionano, o posso alzarmi e ringraziare Dio per quelle parti che ancora stanno bene. Ogni giorno è un regalo e poiché posso aprire gli occhi, mi infilerò nel nuovo giorno con tutti i momenti felici che ho goduto durante la vita».

 

 

«Quando ero un giovane seminarista, ricordo di essermi recato in infermeria una sera (sinceramente non ne rammento il motivo). Mentre il frate infermiere stava rimboccando le coperte per la notte a due preti costretti a letto, io ero nel corridoio buio e assistetti a tutta la scena.

Mentre rimboccava le coperte al primo prete, tirandogliele sotto il mento, l’anziano lo rimbrottò adirato: “Togli la tua faccia dalla mia, fratello”.

II povero frate andò in silenzio nell’altra stanza dal secondo prete. II prete rispose con gratitudine: “Oh, fratello, sei così buono con noi. Stasera, prima di dormire, dirò una preghiera particolare solo per te”.

Lì, nel corridoio buio, fui colpito da un’improvvisa consapevolezza. Un giorno io sarei stato uno di quei due vecchi preti. La piena consapevolezza era questa: io stavo già esercitandomi per quel momento. Quando si invecchia, le abitudini prendono il sopravvento. I vecchi eccentrici si esercitano tutta la vita a essere eccentrici.

I vecchi santi si esercitano tutta la vita a essere santi».

La vecchiaia è come un conto in banca. Ritiriamo alla fine quanto vi abbiamo depositato durante tutta la vita.

 

TAGS: #consigli #virtù #vita

P. Bruno FERRERO

Salesiano di Don Bosco, esperto di catechetica, autore di vari libri. È stato direttore editoriale della casa editrice salesiana Elledici. È il direttore del "Il Bollettino Salesiano" italiano, cartaceo.