4 Lug 2026, Sab

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Questa è la storia di Nino Baglieri, muratore modicano la cui vita cambiò drasticamente dopo una caduta da un ponteggio a diciassette anni che lo rese tetraplegico. Anni di disperazione si trasformarono, grazie a un incontro di preghiera nel Venerdì Santo 1978, in una fioritura spirituale che lo condusse a dire un deciso “sì” alla Croce. Da quel letto di dolore Nino, scrivendo con la bocca, divenne amico, consigliere e voce di speranza per migliaia di persone, soprattutto giovani. Salesiano cooperatore e ora Servo di Dio, continua a parlare di gioia e fiducia nella forza dello Spirito Santo.

 

«Un giorno d’estate del 1973, un ragazzo dodicenne sta correndo dietro ad una palla che, ad un tratto, finisce sotto una carrozzina. Sopra c’è seduto un uomo: sembra giovane e forte, abbastanza gentile nel parlare, ma è immobile. Alla richiesta di poter prendere la palla, egli risponde: Certo! È tua. Corrile dietro finché ne hai la forza. Il tutto sembra finire lì, ma la storia è appena all’inizio. Quella palla non era andata lì per caso… quello era stato il primo di tanti incontri fra noi ragazzi e Nino. Noi ragazzi con tanta voglia di crescere e di giocare di fronte ad un uomo, che seppur ancora giovane, era stato già provato dalla vita: condannato a rimanere per sempre immobile su una carrozzina. Ma quella carrozzina, man mano che passavano i giorni di quell’estate, si trasformava in una possente “calamita” che attraeva tutti noi ragazzi. Nell’autunno e nell’inverno successivo, quando le condizioni climatiche costringevano il nostro “amico” a rimanere a letto, eravamo noi a recarci da lui per fargli visita. Così la sua stanzetta divenne per noi il luogo dove andare a fare i compiti, a guardare la televisione e a giocare: un piccolo oratorio! E intanto l’azione dello Spirito Santo si manifestava nella sua ordinaria straordinarietà. Un giorno, uno dei tanti ragazzini che doveva fare un disegno particolarmente difficile chiese aiuto a Nino. Ma come, proprio a lui che non poteva muovere le mani? Nino, come sospinto da una forza superiore, chiese che gli mettessero una matita in bocca e, muovendo quei pochi muscoli della spalla e del collo (solo quelli riusciva a muovere), realizzò quel disegno. Che gran gioia provammo, quando vedemmo quella matita sfiorare il foglio del quaderno, piccoli segni di matita messi uno accanto all’altro e il disegno era venuto fuori: il piano di Dio continuava a realizzarsi! Dopo quel primo disegno, Nino provò a firmare i suoi piccoli capolavori, a scrivere poesie, fino a recitarle ogni mattina su una radio locale. Poi la corrispondenza! Cominciavano ad arrivare lettere da tutte le parti e Nino, prontamente rispondeva donando anche i suoi consigli».

Il racconto di Antonio Aprile, uno di quei ragazzini cresciuti all’ombra del grande albero che è stato Nino Baglieri, ci offre uno sguardo stupito su questa vita che poteva consumarsi in un totale fallimento e che invece è fiorita in una testimonianza forte e convincente all’amore di Dio.

Antonino Baglieri era nato a Modica (Siracusa) il 1° maggio 1951. Dopo aver frequentato le scuole elementari e aver intrapreso il mestiere di muratore, a diciassette anni, il 6 Maggio 1968, precipita da un’impalcatura alta 17 metri. Ricoverato d’urgenza, Nino si accorge con amarezza di essere rimasto completamente paralizzato. Di fronte ad una situazione molto drammatica la mamma Giuseppina, donna forte nella fede, si rende disponibile ad accudirlo personalmente per tutta la vita. Inizia così il cammino di sofferenza di Nino che passa da un centro ospedaliero all’altro, ma senza alcun miglioramento. Ritornato nel 1970 al paese natio, dopo i primi giorni di visite di amici, iniziano per Nino dieci lunghi anni oscuri, senza uscire di casa, in solitudine, sofferenza e tanta disperazione. Per dieci anni Nino Baglieri nuota nella disperazione, bestemmiando e non vedendo uno spiraglio di luce. Accanto a lui la mamma prega, proprio come la mamma di sant’Agostino pregò per la conversione del figlio.

Il 24 marzo 1978, venerdì santo, un gruppo di persone facenti parte del Rinnovamento nello Spirito pregano per lui; Nino sente in sé una trasformazione, come lui stesso racconterà: «Era il venerdì santo del 1978; non potrò mai dimenticare questa data. Erano le quattro del pomeriggio; venne il sacerdote con un gruppetto di persone, cominciò a pregare su di me, mi pose le mani sulla testa e ha invocato lo Spirito Santo e proprio in quel preciso momento, mentre invocava lo Spirito, ho sentito un gran calore invadere il mio corpo, un formicolio, come se una forza nuova entrava in me e qualcosa di vecchio usciva. In quell’istante ho accettato la Croce, ho detto il mio “sì” al Signore, ho accettato Cristo nella mia vita e sono rinato a vita nuova. In quel momento desideravo la guarigione fisica, invece il Signore ha operato qualcosa di più grande: la guarigione dello spirito. Sono rinato a vita nuova, un uomo nuovo con un cuore nuovo; pur restando nella stessa sofferenza il mio cuore è stato riempito di gioia nuova, una gioia che io non avevo mai conosciuto» (Sulle ali della croce. Nino Baglieri e … tanta voglia di correre, a cura di Giuseppe Ruta, Elle Di Ci 2008, 182-183).

Da quel momento Nino accettò la Croce e disse il suo “sì” al Signore. Incominciò a leggere il Vangelo e la Bibbia: riscoprì le meraviglie della fede. Fu proprio in quel tempo che, aiutando alcuni ragazzini, vicini di casa, a fare i compiti, imparò a scrivere con la bocca. Ed ecco come trascorre le sue giornate: redige le sue memorie, scrive lettere a persone di ogni categoria in varie parti del mondo, personalizza immagini-ricordo che omaggia a quanti vanno a visitarlo. Grazie a un’asticella, compone i numeri telefonici e si mette in contatto diretto con tante persone ammalate: la sua parola calma e convincente li conforta. Comincia un continuo flusso di relazioni, che non solo lo fa uscire dall’isolamento, ma lo porta a testimoniare il Vangelo della gioia e della speranza, con coraggio e senza alcun timore. A Loreto, parlando ad un folto gruppo di giovani, che lo guardavano con una certa commiserazione ebbe il coraggio di dire: «Se qualcuno di voi è in peccato mortale, sta molto peggio di me!». Dal 6 Maggio 1982 in poi, Nino festeggia l’Anniversario della croce e, lo stesso anno, entra a far parte della Famiglia Salesiana come Salesiano cooperatore. Il 31 Agosto 2004 emette la professione perpetua tra i Volontari con Don Bosco (CDB). Il 2 Marzo 2007, alle ore 8, Nino Baglieri, dopo un periodo di lunga sofferenza e di prova, rende la sua anima a Dio. Dopo la morte, viene vestito con la tuta e le scarpe da ginnastica, affinché, come aveva detto: «Nel mio ultimo viaggio verso Dio, potrò corrergli incontro».

In questa corsa verso Dio, Nino ha coinvolto tanti che, avendolo conosciuto personalmente ed avendo ascoltato la sua parola, hanno ritrovato grazie a lui speranza e forza. La testimonianza di Nino, di cui il 3 marzo 2012 è iniziato il processo di beatificazione, ci ricorda che il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti. Con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato. Con il suo messaggio Nino ci ricorda che le prove della vita, mentre consentono di comprendere il mistero della Croce e di partecipare alle sofferenze di Cristo, sono preludio alla gioia eterna, cui la fede conduce. Il cardinale Angelo Comastri, Vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, che ebbe occasione di incontrare e conoscere Nino Baglieri, ha dichiarato: «Quando lo si incontrava dava la sensazione che fosse abitato dallo Spirito Santo… Celebrava l’anniversario della sua chiamata alla croce come gli altri celebrano l’anniversario del Matrimonio o dell’ordinazione religiosa… Nino Baglieri è diventato un apostolo instancabile, una calamita di bontà, che ha attirato tantissimi giovani all’amore di Dio. Dove trovava la forza? Nella Santa Eucaristia! Nel suo diario, scritto tenendo la penna in bocca, egli ha confidato una toccante preghiera che dice così: “Signore, nella Santa Eucaristia ti lasci assorbire per trasformarci in te, per essere come te, per amare e servire come te. Trasforma la mia vita, o Signore, cambiala a modo tuo, fa’ che anche io possa essere ostia per i miei fratelli, possa donarmi agli altri con lo stesso tuo amore: come tu ti doni a me, fa’ che anche io mi doni a tutti”».

P. Pierluigi CAMERONI

Salesiano di Don Bosco, esperto di agiografia, autore di vari libri salesiani. È il Postulatore Generale della Società Salesiana di san Giovanni Bosco