20 Giu 2026, Sab

Łosiówka: a Cracovia batte il cuore di Don Bosco

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Nel quartiere di Dębniki, lungo la riva della Vistola, sorge una delle prime case salesiane di Polonia. Oltre un secolo di storia, nove nuovi beati e migliaia di giovani che continuano a riempirla di vita.

 

 

A pochi minuti dal centro storico di Cracovia, là dove la Vistola disegna un’ampia ansa sotto lo sguardo del castello di Wawel, si distende il quartiere di Dębniki. È qui, in via Tyniecka 39, nella zona che tutti chiamano familiarmente “Łosiówka”, che sorge la casa salesiana di formazione: una delle prime aperte in Polonia, uno dei luoghi più significativi della geografia salesiana del Paese e, da pochi giorni, una casa che la Chiesa intera guarda con gratitudine e commozione.

 

Una collina sulla Vistola

Prima che i salesiani si stabilissero definitivamente a Cracovia, i giovani polacchi che bussavano alla porta di Don Bosco dovevano attraversare l’Europa: gli studi si compivano in Italia, soprattutto a Torino. Tutto cambiò alla fine della Prima guerra mondiale, mentre la Polonia ritrovava la propria indipendenza. Nel luglio del 1918 i salesiani acquistarono dal conte Zdzisław Łoś di Dzików una tenuta di oltre cinque ettari, su cui sorgeva, tra l’altro, un casino di caccia del XVIII secolo. Dal cognome dell’antico proprietario l’intero luogo prese il nome di Łosiówka, e vi venne eretta una casa religiosa dedicata all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

 

I primi anni furono un cantiere educativo in continuo movimento. Nel 1919 vi trovò sede l’Istituto Filosofico Salesiano; nel 1931, con una riorganizzazione che trasferì gli studenti di filosofia a Marszałki, presso Ostrzeszów, nacque a Cracovia l’Istituto Teologico Salesiano: da quel momento, e per quasi un secolo, lo studentato teologico è stato il cuore pulsante della casa di Dębniki. Nel 1936 si cominciò a costruire una chiesa moderna dedicata a Maria Ausiliatrice, pensata per la comunità in formazione e, insieme, per gli abitanti del quartiere.

 

Il capitolo più buio, la luce più grande

L’occupazione nazista è la pagina più drammatica – e, oggi lo sappiamo, la più luminosa – di questa storia. In condizioni estreme gli studi filosofici e teologici non si interruppero mai, e Łosiówka aprì le porte anche ai chierici rifugiati da altre case. Poi venne il giorno più nero: il 23 maggio 1941, vigilia della festa di Maria Ausiliatrice, la Gestapo circondò la casa e arrestò dodici salesiani, tra sacerdoti e chierici. Passarono per il carcere di via Montelupich e da lì furono deportati ad Auschwitz; la maggior parte non fece ritorno. In quella retata contro i salesiani di Dębniki furono portati via don Józef Kowalski – che Giovanni Paolo II avrebbe beatificato nel 1999 – e sei dei nove martiri che la Chiesa ha appena iscritto nell’albo dei beati.

 

Sabato 6 giugno 2026, infatti, nel Santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha presieduto la beatificazione di don Jan Świerc e dei suoi otto compagni: don Ignacy Antonowicz, direttore di Łosiówka, don Franciszek Harazim, stimato professore dello studentato, e con loro don Ignacy Dobiasz, don Karol Golda, don Franciszek Miśka, don Ludwik Mroczek, don Włodzimierz Szembek e don Kazimierz Wojciechowski. Educatori, insegnanti, direttori di scuole, pastori e confessori: uccisi in odio alla fede nei lager di Auschwitz e Dachau tra il 1941 e il 1942, sono stati riconosciuti martiri con il decreto firmato da papa Leone XIV nell’ottobre 2025.

 

Durante la celebrazione il metropolita di Cracovia, il cardinale Grzegorz Ryś, visibilmente commosso, ha invitato i giovani a “fare amicizia” in particolare con il beato Karol Golda, ucciso a 28 anni per aver confessato soldati tedeschi: un amore – ha ricordato – capace di vedere fratelli perfino nei nemici. E il cardinale Semeraro ha consegnato ai ragazzi una parola che a Łosiówka conosciamo bene: i giovani non sono soltanto il futuro della società, sono il presente vivo della Chiesa. Il giorno seguente, una Messa di ringraziamento è stata celebrata nel santuario salesiano di Oświęcim, a pochi passi dal luogo del martirio.

 

Un ragazzo di nome Karol

C’è un filo provvidenziale che lega quella pagina di sangue alla storia di un santo. A poche centinaia di metri da Łosiówka, al numero 10 della stessa via Tyniecka, abitava in quegli anni un giovane studente e operaio: Karol Wojtyła. Frequentava la parrocchia salesiana di San Stanislao Kostka, cuore religioso di Dębniki, e proprio davanti all’immagine di Maria Ausiliatrice andava maturando la sua vocazione. Quando l’arresto del 23 maggio 1941 privò la comunità dei suoi sacerdoti, i salesiani affidarono la cura spirituale dei giovani a un laico, il sarto Jan Tyranowski, oggi venerabile: fu lui, con il “Rosario Vivente”, a diventare la guida spirituale del futuro papa. Da quel piccolo cenacolo fiorirono undici vocazioni sacerdotali, e ancora oggi i cracoviani parlano volentieri delle loro “sante Dębniki”. La storia ha poi disegnato un cerchio perfetto: Giovanni Paolo II ha elevato agli altari don Kowalski, e nel santuario dedicato a Giovanni Paolo II sono stati beatificati i salesiani della sua giovinezza.

 

Rinascita e crescita

Dopo la guerra la chiesa fu completata e consacrata, nel 1947, dal cardinale Adam Stefan Sapieha. Negli anni del comunismo, nonostante le repressioni delle autorità statali, i salesiani non solo resistettero, ma svilupparono il proprio centro accademico: i chierici studiavano in loco, conseguendo i gradi accademici grazie alla collaborazione con le università cattoliche. Negli anni Settanta e Ottanta le vocazioni in Polonia crebbero con uno slancio tale che a Łosiówka lo spazio non bastava più: al culmine, negli anni Ottanta, vi studiavano oltre 140 chierici. Nel 1983 si pose mano alla costruzione di un nuovo, grande edificio con funzioni didattiche e residenziali.

 

Una casa aperta al mondo

La caduta del comunismo, nel 1989, spalancò le porte. Dal 1991 la casa di formazione assunse un carattere internazionale: vi si sono preparati al sacerdozio giovani dell’Europa dell’Est – Ucraina, Bielorussia, Russia – ma anche dell’Asia e dell’Africa, concludendo il percorso con la laurea magistrale in teologia presso la Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia.

 

Oggi i cambiamenti demografici, il calo del numero dei chierici e la riorganizzazione delle strutture religiose in Polonia chiedono un’apertura ancora più grande – e noi la viviamo come un’opportunità. Al termine dell’anno accademico 2025/2026 l’Istituto Teologico Salesiano trasferisce la propria attività presso il Collegio Filosofico-Teologico dei Padri Domenicani di Cracovia, erede dello Studium Generale domenicano eretto nel 1304: oltre sette secoli di tradizione teologica. I giovani salesiani studieranno fianco a fianco con i figli di san Domenico di Guzmán, e con carmelitani, salvatoriani e benedettini. Crediamo profondamente che uscire dalle proprie mura, confrontarsi e scambiare idee con altre famiglie religiose, assaporare gli impegni autentici della vita studentesca arricchirà i giovani confratelli – e non soltanto intellettualmente.

 

Il Vangelo va in scena

Łosiówka, intanto, resta ciò che è sempre stata: un vivace centro pastorale, missionario e giovanile. La casa di formazione, oltre a essere luogo di residenza e di studio, è anzitutto un luogo di evangelizzazione. I salesiani sono tra le poche congregazioni in Polonia che ogni anno, nei fine settimana di Quaresima, mettono in scena il Mistero della Passione del Signore. La preparazione di questa imponente impresa comincia già in ottobre, sotto la guida di Marcin Kobielski, attore del Teatr Bagatela di Cracovia e regista professionista, ma soprattutto uomo di profonda fede e membro della comunità Ziemia Boga. Il signor Marcin non insegna soltanto a recitare ai giovani salesiani: ne forma la sensibilità alla bellezza, all’arte e al prossimo. Quest’anno il Mistero ha riempito fino all’ultimo posto la sala teatrale – oltre trecento poltrone, sotto la chiesa rettorale – ed è stato visto complessivamente da circa novemila spettatori. E non solo di Cracovia!

 

La comunità Ziemia Boga (“Terra di Dio”), nata più di vent’anni fa come pastorale universitaria, è cresciuta fino a diventare una vera comunità di evangelizzazione attraverso il teatro: una ventina di spettacoli all’attivo, ognuno capace di radunare oltre cinquemila spettatori. I suoi membri si ritrovano ogni mercoledì per l’Eucaristia, la preghiera e l’adorazione, e durante la settimana si incontrano in piccoli gruppi nelle case.

 

Una casa piena di giovani

Da oltre trent’anni, il secondo fine settimana di maggio, la casa ospita i SAVIONALIA: il raduno dei giovani dell’ispettoria, che riunisce diverse centinaia di ragazzi per un tempo di preghiera, formazione e festa. Łosiówka è da anni uno spazio in cui i giovani crescono nello spirito di san Giovanni Bosco, proprio come i salesiani.

 

Qui ha casa anche il Volontariato Missionario Salesiano “Młodzi Światu” (“Giovani per il Mondo”): ogni settimana una quarantina di giovani si forma e presta servizio nel Parco di Educazione Globale “Villaggi del Mondo”, una miniatura del lavoro missionario salesiano nei cinque continenti. E ogni anno circa quindici di loro partono davvero, inviati come missionari nello spirito di Don Bosco ad annunciare il Vangelo in tutto il mondo.

 

Di recente è nata una nuova pastorale universitaria, Kontakt, che raduna circa settanta studenti: formazione, attività all’aperto, divertimento e tempo speso bene ravvivano con la loro presenza l’intera Łosiówka. Nella casa funziona inoltre un pensionato per studenti legati alle opere dell’ispettoria e al carisma salesiano: oltre ad affittare una stanza, si coinvolgono nella nostra vita e nei nostri eventi. E sul campo dell’Organizzazione Sportiva Salesiana SALOS si fa sport ogni giorno: al pomeriggio bambini e ragazzi, in tarda serata gli adulti – salesiani compresi, insieme ad altri religiosi di Cracovia.

 

La domenica delle famiglie

La pastorale presso la chiesa rettorale, intanto, non si ferma mai. Messe e funzioni si celebrano ogni giorno; la domenica le Eucaristie sono quattro, e la più frequentata è quella delle 12: la Messa delle famiglie con bambini. Dopo la liturgia della Parola i chierici accompagnano i più piccoli in sacrestia per una catechesi a loro misura, mentre ai genitori viene rivolta una predicazione pensata apposta per loro. Questi incontri suscitano grandissimo interesse, ben oltre i confini della nostra pastorale e del quartiere.

 

ART.43: il carisma comunica

In attuazione dell’articolo 43 delle nostre Costituzioni, dedicato all’evangelizzazione attraverso la comunicazione sociale, è nato a Łosiówka il gruppo mediatico ART.43 Don Bosco Media: dispone di un proprio studio di registrazione e documenta le attività della comunità, dell’ispettoria e della vita della Chiesa. Il gruppo si è diffuso non solo in Polonia, ma conta ormai filiali in altri luoghi del mondo salesiano.

 

Il cuore che batte

Scienza, musica, sport e teatro sono il cuore di Łosiówka, e il numero dei giovani e delle persone che vivono il carisma salesiano attorno alla nostra casa continua a crescere. La recente beatificazione dei nostri nove martiri ce lo ha ricordato con forza: il carisma salesiano ha attraversato prove durissime, ma continua, sempre, a rinascere. Il cuore di Don Bosco batte anche qui, sulla collina di Łosiówka. E batte forte.

 

 

don Mateusz Koziołek, sdb

direttore della casa salesiana di Cracovia

 

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