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Borja Pérez Galnares è il nuovo Coordinatore Mondiale dei Salesiani Cooperatori. La nomina è stata annunciata il 9 maggio 2026 dal Rettor Maggiore, don Fabio Attard, durante il VI Congresso Mondiale dell’Associazione, svoltosi a Sacrofano, Roma, nel contesto del 150° anniversario della fondazione dei Salesiani Cooperatori.
Originario di Santander, in Spagna, Borja Pérez è sposato con Emma, anche lei Salesiana Cooperatrice. Il suo cammino nella Famiglia Salesiana è iniziato fin dall’infanzia, quando frequentava il Collegio Salesiano della sua città. Da allora ha mantenuto un legame costante con la missione salesiana, soprattutto nell’ambito della pastorale giovanile.
Da giovane è stato animatore nell’opera salesiana di Santander e, successivamente, ha assunto incarichi di coordinamento nel Movimento Giovanile Salesiano a livello ispettoriale, nazionale ed europeo. Insieme alla moglie accompagna oggi una comunità giovanile nella parrocchia di Nueva Montaña, sempre a Santander.
Salesiano Cooperatore dal 2007, anno in cui emise la promessa nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, durante il Campobosco nazionale, Borja Pérez ha ricoperto prima della nuova nomina il ruolo di Consigliere Mondiale per la Regione Iberica, comprendente Spagna e Portogallo. In questa responsabilità ha accompagnato anche il cammino di preparazione al 150° anniversario dell’Associazione.
Di professione è ingegnere civile specializzato in infrastrutture e lavora da circa vent’anni in una multinazionale spagnola del settore costruzioni. La sua esperienza unisce quindi vita familiare, competenza professionale, impegno ecclesiale e servizio associativo.
La sua elezione segna anche un passaggio significativo nella storia recente dell’Associazione: per la prima volta il Coordinatore Mondiale non proviene dalla Regione Italia–Medio Oriente–Malta. Il nuovo mandato, per il periodo 2026–2032, si apre sotto il segno di quattro parole indicate dal Rettor Maggiore: ascolto, comunione, missione e partecipazione. In questa prospettiva, Borja Pérez è chiamato a guidare i Salesiani Cooperatori nel servizio alla Chiesa, alla Famiglia Salesiana e ai giovani, con particolare attenzione alle famiglie e alle persone più povere.
Carissimo Borja, sei stato da poco nominato Coordinatore Mondiale della Associazione dei Salesiani Cooperatori: vorrei rivolgerti alcune domande per poterti presentare a tutta l’Associazione.
Grazie Carlo per questa intervista, cui rispondo molto volentieri.
Prima di tutto, puoi raccontarci qualcosa di te?
Sono nato a Santander, nel nord della Spagna, 46 anni fa. La presenza salesiana è molto forte in quella città. Si tratta di una delle più antiche presenze salesiane in Spagna, risalente al 1892, e molte generazioni sono passate per la scuola salesiana dove ho studiato. Sono sposato con Emma, anche lei di Santander e Salesiana Cooperatrice. Sono un ingegnere civile e lavoro a Madrid per una multinazionale che si occupa di sviluppo infrastrutturale, con sede principale in Spagna ma con una presenza globale, il che mi ha permesso di viaggiare molto e lavorare in contesti molto diversi.
Bene. Hai accennato alla tua famiglia, ma ora vorrei parlare anche di un’altra Famiglia, quella Salesiana. Come l’hai conosciuta? E il tuo percorso per giungere alla Promessa di Salesiano Cooperatore?
Come ho già accennato, sono un ex allievo della scuola salesiana di Santander e sono sempre stato coinvolto nel movimento giovanile salesiano, prima come partecipante e poi come animatore. Successivamente, mi sono impegnato nella leadership del Movimento Giovanile Salesiano a livello provinciale, nazionale e persino di segreteria europea. Pertanto, si può dire che la mia vocazione di Salesiano Cooperatore è nata dal mio lavoro pastorale e dalle esperienze condivise con salesiani, animatori e giovani. Ecco perché apprezzo così tanto la possibilità di offrire ai giovani esperienze concrete e spazi condivisi. Nel 2004 ho iniziato il mio percorso di formazione come aspirante e ho fatto mi promessa il 3 agosto 2007. Ho avuto il grande privilegio di farlo nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, davanti al nostro Rettor Maggiore, don Pascual Chávez, durante Campobosco, un incontro di membri del Movimento Giovanile Salesiano provenienti da Spagna e Portogallo.
Da quando sei Salesiano Cooperatore hai svolto anche alcuni incarichi di responsabilità: li puoi riassumere brevemente?
Poco dopo aver fatto la mia promessa, sono entrato a far parte della Segretaria Regionale Iberica, dove ho animato la pastorale giovanile e vocazionale per sei anni. Durante questo periodo, abbiamo iniziato a collaborare strettamente con il Centro Nazionale per la Pastorale Giovanile, assicurando la presenza dei SSCC di Spagna e Portogallo in numerose iniziative pastorali. Prima di essere eletto Consigliere Mondiale per la Regione Iberica nel giugno 2022, ho anche animato diverse proposte formative, pur non avendo mai fatto parte di un consiglio locale o provinciale.
Ed ora siamo arrivati al servizio della responsabilità più impegnativo: essere Coordinatore Mondiale. Quali sono le principali motivazioni che ti hanno indotto ad offrirti per questo servizio?
La mia motivazione principale è mettere i miei talenti al servizio dell’Associazione ed essere disponibile per qualsiasi necessità. Questa è la motivazione che mi ha spinto nel 2022 a offrire il mio servizio come Consigliere Mondiale e la stessa logica mi ha portato negli ultimi mesi a valutare la possibilità di offrirmi nuovamente per questo servizio, senza alcuna aspettativa su cosa potrebbe accadere.
Ti ringrazio tanto ed ora vorrei entrare un po’ nel tuo intimo: cosa hai provato quando il Rettor Maggiore ha pronunciato il tuo nome quella sera del 9 maggio?
Sono rimasto calmo nelle circostanze e, come ho detto nel mio discorso dopo la nomina, molto grato per la fiducia riposta in me, ma al tempo stesso con un grande senso di piccolezza. In tutti questi anni, ho incontrato Salesiani Cooperatori straordinari, veri santi della porta accanto. E ci si sente davvero piccoli quando ci si trova a guidare un’Associazione composta da persone così meritevoli.
Il 9 maggio: che stupenda coincidenza. Abbiamo celebrato il 150° anniversario della approvazione della nostra Associazione; ora hai il compito di guidarla nei prossimi anni. Quali sono i tuoi sogni?
Antonio Boccia, che ha animato in modo straordinario l’Associazione in questi anni, e don Fabio Attard, nei loro interventi durante il congresso hanno offerto molti spunti che si allineano con i miei sogni: un’Associazione umana e fraterna che sappia testimoniare in modo significativo il Vangelo nel mondo, che sia capace di accogliere incondizionatamente chi ci circonda, che sappia dare responsabilità e protagonismo ai giovani, a cominciare da quelli che già fanno parte dell’Associazione. Una formazione più incentrata sull’esperienza e non solo sui contenuti teorici. Un’Associazione composta da fratelli e sorelle con una chiara identità salesiana. E un’Associazione composta da fratelli e sorelle che non dimentichino che è Cristo a muoverci e che tutto ciò che facciamo o di cui testimoniamo avrà significato nella misura in cui questo, e non altre cose, ci motiva nelle nostre proposte e attività.
Concludo con un’ultima domanda. Quali ritieni che saranno i passi più urgenti da intraprendere insieme al Consiglio Mondiale?
Credo che dovremmo concentrarci maggiormente su ciò che è importante piuttosto che su ciò che è urgente, senza tuttavia trascurare quest’ultimo. Il Consiglio Mondiale, in quanto organo di governo e animazione, deve continuare a operare in spirito sinodale, coinvolgendo l’intera Associazione nelle sue proposte. Dobbiamo avere una prospettiva ampia e la capacità di pianificare in anticipo, guardando sempre oltre le esigenze più immediate.
Grazie mille, Carlo, per l’opportunità di rivolgermi a tutti i Salesiani Cooperatori e Salesiane Cooperatrici del mondo, così che possano conoscermi un po’ meglio.
Carlo PELLEGRINO
Segretario Mondiale Associazione Cooperatori Salesiani
https://www.asscc-mondiale.org/

