30 Set 2026, Mer

Novena alla beata Alexandrina Maria da Costa

⏱️ Tempo per lettura: 13 min.

Una croce apparsa nel 1832 sulla terra di Balasar, Portogallo, attendeva, settant’anni prima che nascesse, la persona per la quale era stata posta. Alexandrina Maria da Costa (1904-1955) si gettò a quattordici anni da una finestra per difendere la propria purezza e visse gli ultimi trent’anni inchiodata a un letto: da lì rivisse ogni venerdì la passione di Gesù, per tredici anni si nutrì della sola Eucaristia, ottenne da Pio XII la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria e accolse migliaia di visitatori con un sorriso che nascondeva il suo martirio. Cooperatrice salesiana dal 1944, fu beatificata nel 2004. Questa novena – soffrire, amare, riparare – accompagna la preghiera della Famiglia salesiana per il miracolo che aspettiamo per aprire la via della sua canonizzazione.

 

 

NOVENA alla beata Alexandrina Maria DA COSTA

cooperatrice salesiana

 

Per ottenere il miracolo necessario per la sua canonizzazione

 

«Soffrire, amare, riparare»

Balasar, 30 marzo 1904 – 13 ottobre 1955

 

 

Come pregare questa novena

Ogni giorno si segue questo ordine: la testimonianza del giorno, l’invocazione del giorno, la preghiera conclusiva. La novena può essere pregata individualmente o in comunità, in famiglia, accanto al letto di un malato o davanti al Santissimo Sacramento.

Alla fine delle invocazioni, mentalmente, ciascuno può chiedere una grazia personale, o – in accordo con altri – una grazia speciale.

Chi lo desidera potrà aggiungere ogni giorno la recita di un mistero del rosario e una comunione eucaristica, secondo le due raccomandazioni che la beata Alexandrina lasciò ai suoi ultimi visitatori nel giorno stesso della sua morte.

Le grazie straordinarie ottenute per intercessione della beata Alexandrina Maria da Costa devono essere comunicate alla Postulazione Generale Salesiana (postulatore@sdb.org o gracasalexandrinabalazar@gmail.com): la loro documentazione è essenziale per il procedere della causa.

Tempi indicati per la celebrazione: i nove giorni che precedono il 13 ottobre, anniversario della morte (‘dies natalis’) o i nove giorni che precedono il 25 aprile, anniversario della beatificazione (2004); oppure, in Quaresima, i nove giorni che precedono il Venerdì Santo, in riferimento al 27 marzo 1942, inizio del digiuno eucaristico; o ogni volta che si voglia chiedere una grazia per intercessione della beata Alexandrina.

 

PRIMO GIORNO – La croce era pronta, mancava la vittima

La croce di Balasar, apparsa nel giorno del Corpus Domini del 1832 lungo la strada della frazione detta «Calvario»

 

«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto» (Ger 1,5).

 

Testimonianza

Nel giorno del Corpus Domini del 1832, quando le persone di Balasar tornavano alle loro case, dopo la celebrazione della Messa e della processione liturgica, notarono che c’era una croce impressa direttamente sulla terra, che porta al luogo chiamato Calvario.

Nessuna scopa e nessuna acqua riuscirono a cancellarla. Il fatto fu ricordato e tramandato di generazione in generazione, ma nessuno ne comprese il significato. Settantadue anni più tardi, il 30 marzo 1904, nacque a Balasar Alexandrina Maria da Costa.

Quando ormai giaceva immobile nel suo letto, le fu dato di comprendere che quel segno la riguardava: la croce era stata preparata prima, e attendeva soltanto chi vi si lasciasse inchiodare.

I pellegrini che oggi salgono alla parrocchia di Balasar per pregare, percorrono lo stesso cammino sul quale la croce era apparsa quasi due secoli prima.

 

Invocazione

Signore Gesù, Tu annunci prima e poi aspetti. Prepari il luogo, disponi il tempo, e aspetti che una creatura libera pronunci il suo sì: così hai fatto a Nazareth con Maria, così a Balasar con Alexandrina, così fai con ciascuno di noi. Donaci occhi capaci di riconoscere i segni che semini lungo i nostri cammini più ordinari, e la pazienza di chi lascia maturare il tuo disegno nel tuo tempo e non nel nostro tempo. Guarda a quanti non riescono a leggere la propria storia e la giudicano solo un caso; i giovani che cercano la loro vocazione e temono la risposta; chi porta una croce che non ha scelto e non ne intravede il senso. Fa’ che non lasciamo cadere nel vuoto le tue chiamate. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

SECONDO GIORNO – Piuttosto il vuoto che il peccato

La difesa della purezza: il salto dalla finestra, Sabato Santo del 1918

 

«Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo?» (1Cor 6,19).

 

Testimonianza

Il Sabato Santo del 1918, Alexandrina compiva quattordici anni. Stava cucendo in casa con la sorella Deolinda e una giovane apprendista, mentre la madre era assente. Tre uomini forzarono la porta per entrare in casa. Per sfuggire loro, Alexandrina si gettò dalla finestra: un salto di circa quattro metri. Sopravvisse, ma le lesioni subite alla colonna vertebrale non guarirono mai, e da quel giorno la sua salute peggiorò progressivamente fino alla paralisi definitiva. Non denunciò gli aggressori e non parlò mai di loro con rancore. Anni dopo, sapendo che il principale responsabile era caduto in estrema miseria, gli fece arrivare un aiuto; e quell’uomo, piangendo, ripeteva a chi gli si avvicinava, che Alexandrina era una santa e che si trovava inchiodata in quel letto per colpa sua.

 

Invocazione

Signore Gesù, Tu hai accolto la difesa che quella ragazza ha fatto del proprio corpo come si difende un tempio, e le hai concesso di pagarne il prezzo ogni giorno per trentuno anni. Insegnaci che la purezza non è una regola triste, ma la trasparenza di chi ama veramente, e che esistono beni per i quali vale la pena perdere tutto il resto. Guarda ai giovani di oggi, esposti e spesso soli, e dona loro una fortezza limpida. Guarda a quanti hanno subito violenza e portano nel corpo o nella memoria una ferita che nessuno vede; a chi non riesce a perdonare; a chi ha fatto del male e non osa più sperare nel tuo perdono. Dona alle famiglie il coraggio di educare alla castità senza vergogna e senza durezza. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

TERZO GIORNO – Una vita distrutta, rifatta in Gesù

Il 14 aprile 1925: l’immobilità definitiva e la resa al disegno di Dio

 

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo» (Gv 12,24).

 

Testimonianza

Il 14 aprile 1925, a ventun anni, Alexandrina si mise a letto e non si alzò più: le restavano trent’anni di immobilità completa. Era stata una ragazza allegra, che lavorava nei campi, cantava in chiesa e insegnava il catechismo; contava di guarire e progettava di partire come missionaria. Per anni chiese con insistenza la guarigione, e nel 1928 si preparò per un pellegrinaggio a Fatima che le fu poi impedito: fu l’ultima speranza umana a cadere. Da allora smise di chiedere la salute e iniziò a chiedere soltanto la volontà di Dio. Arrivò a dire che non avrebbe scambiato il suo dolore per nulla al mondo, e ogni anno celebrava quel 14 aprile come un anniversario di matrimonio. Al suo fianco, durante tutti quegli anni, vegliò la sorella Deolinda, assistente instancabile.

 

Invocazione

Signore Gesù, Tu hai lasciato cadere uno a uno i progetti di Alexandrina, e quando non le restava più nulla di suo hai iniziato a costruire. Quando anche a noi crollano i piani, non permettere che confondiamo la fine dei nostri progetti con la fine della nostra vita. Guarda a chi oggi è inchiodato in un letto, su una sedia a rotelle, a una diagnosi senza ritorno; a chi ha perso il lavoro, la salute, gli affetti, e non riesce più a immaginare un domani; ai giovani i cui sogni si sono infranti troppo presto; a chi assiste un malato e non ce la fa più. Sostieni quanti si prendono cura in silenzio, senza aspettarsi ricompensa. Insegnaci a passare dal desiderio della guarigione all’accoglienza della tua volontà, senza fughe e senza disperazione. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

QUARTO GIORNO – Soffrire, amare, riparare

L’offerta di sé come vittima di espiazione e la partecipazione alla Passione di Gesù

 

«Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo» (Col 1,24).

 

Testimonianza

Alexandrina accolse nella preghiera la richiesta di offrirsi come vittima per la conversione dei peccatori, per la pace, per i sacerdoti e per i malati: consegnò le mani, i piedi, la testa, il cuore, il corpo intero, senza sapere cosa quel sì avrebbe comportato. Dal 3 ottobre 1938 al 27 marzo 1942, tutti i venerdì per più di centottanta volte, rivisse nel proprio corpo la passione di Cristo, dall’agonia nell’orto al Calvario, non arrivando solo al “Consummatum est”: per circa tre ore rimaneva alienata dai sensi e ripeteva i gesti e le parole del Signore sofferente. Terminato questo ciclo, continuò a portare la stessa sofferenza in forma occulta per il resto della vita, senza che nessuno se ne accorgesse. Interrogata per obbedienza su quanto pesasse la croce che portava, rispose che aveva un peso mondiale. Riassumeva il suo programma in tre parole: soffrire, amare, riparare.

 

Invocazione

Signore Gesù, Tu hai reso Alexandrina partecipe della tua passione e hai accolto la sua offerta per la salvezza dei peccatori, per la pace, per i sacerdoti e per i malati. Insegnaci che nessun dolore offerto va perduto, che la sofferenza unita alla tua è feconda, e che la Chiesa, tuo corpo, si edifica anche con quello che noi giudichiamo inutile e sprecato. Guarda a quanti soffrono senza sapere perché e non trovano un senso al proprio dolore; ai malati terminali e a chi li accompagna; a chi è tentato di giudicare la propria vita già finita e senza valore. Dona alla tua Chiesa anime capaci di riparare, che offrano con amore ciò che altri soffrono con rabbia. A noi, che fuggiamo dalla più piccola contrarietà, concedi un po’ di questo coraggio: soffrire, amare, riparare. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

QUINTO GIORNO – Non l’hai scelto tu: sono stato io a mandartelo

Il dono della guida spirituale: padre Mariano Pinho e padre Umberto Pasquale. L’ingresso nei Cooperatori Salesiani

 

«Come potrei capire, se nessuno mi guida?» (At 8,31).

 

Testimonianza

Nel 1934 il gesuita padre Mariano Pinho divenne direttore spirituale di Alexandrina e per anni accompagnò il suo cammino, sottoponendo i fatti straordinari all’esame dell’autorità ecclesiastica. Quando gli fu proibito di proseguire, lei obbedì senza recriminare. Fu poi affidata al salesiano padre Umberto Pasquale, che la comprese, la difese da chi la ridicolizzava, la iscrisse nel 1944 tra i Cooperatori Salesiani e le impose di continuare a dettare il suo diario: a questa obbedienza si devono le migliaia di pagine oggi conservate e la documentazione che ha avviato la sua causa. Alexandrina volle che il diploma di cooperatrice fosse appeso dove potesse sempre vederlo, e da quel letto pregò per i salesiani e per la salvezza della gioventù. Anche padre Pasquale le fu tolto, e la sua unica risposta fu: obbediamo, lodato sia Dio.

 

Invocazione

Signore Gesù, sei Tu che scegli e mandi le guide, e ad Alexandrina lo facesti sapere con chiarezza: non era stata lei a scegliere il proprio direttore spirituale. Dona alla tua Chiesa sacerdoti dotti e santi, capaci di accompagnare senza sostituirsi a Te. Guarda a quanti camminano soli, senza nessuno che li aiuti a discernere, e a quanti sono stati feriti proprio da chi doveva accompagnarli. Benedici la Famiglia Salesiana e i Cooperatori sparsi per il mondo, affinché ritrovino in questa vergine umile la misura alta della loro vocazione laicale. E a noi concedi la docilità di chi si lascia guidare e l’obbedienza serena anche quando ci viene tolto ciò che ci era più caro. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

SESTO GIORNO – La Mammina

La devozione a Maria: le Figlie di Maria, il mese di maggio, i primi sabati, il rosario

 

«Ecco tua madre. E da quell’ora il discepolo l’accolse in casa sua» (Gv 19,27).

 

Testimonianza

Alexandrina chiamava la Vergine «Mammina», con la confidenza di una figlia piccola. Il 18 ottobre 1933 fu iscritta tra le Figlie di Maria. Attendeva il mese di maggio come un grande avvenimento e lo chiudeva con nostalgia; osservava la devozione dei primi sabati del mese; risparmiò per molto tempo, rinunciando a molto, per poter comprare una statuetta della Vergine di Fatima da tenere vicino al letto. Quando la sofferenza diventava insopportabile non chiedeva a Maria di esserne risparmiata, ma di aiutare Gesù a crocifiggerla, affinché nulla restasse in lei che non fosse crocifisso. Volle che sulla sua tomba fossero collocate una croce e una statua della Madonna. Morì il 13 ottobre 1955, anniversario dell’ultima apparizione di Fatima, dopo aver raccomandato ai visitatori di pregare il rosario tutti i giorni.

 

Invocazione

Signore Gesù, dalla croce hai affidato la tua Madre ai discepoli, e hai voluto che Alexandrina la chiamasse con il nome più semplice e più tenero – Mammina. Dona anche a noi questa familiarità fiduciosa e forte con Lei. Guarda alle famiglie che hanno smesso di pregare insieme; a chi non ha conosciuto la tenerezza di una madre e fa fatica a credere nella Tua; a quanti vivono la devozione mariana con superficialità e a quanti la disprezzano senza conoscerla. Concedi ai malati la consolazione che Alexandrina riceveva nei primi sabati del mese, e a noi la fedeltà a quelle piccole pratiche quotidiane che mantengono viva la fede quando manca il sentimento. Per le mani di Maria presentiamo a Te la nostra supplica. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

SETTIMO GIORNO – Che il mio nome non compaia

La missione di chiedere al Santo Padre la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria

 

«Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5).

 

Testimonianza

Il 1° agosto 1935, Alexandrina ricevette nella preghiera l’incarico di chiedere al Papa la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Non sapeva scrivere, non poteva uscire di casa né farsi ricevere da nessuno: dettò le sue lettere, che padre Pinho trasmise al cardinale Eugenio Pacelli, allora segretario di Stato, e sostenne la richiesta con la sofferenza offerta. Passarono sette anni, con gli esami e le verifiche degli inviati della Santa Sede e con la supplica dei vescovi portoghesi riuniti a Fatima. Il 31 ottobre 1942, Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria con un radiomessaggio in lingua portoghese, e rinnovò l’atto a Roma l’8 dicembre seguente. Quando Alexandrina seppe che altri avevano chiesto la stessa cosa, se ne rallegrò: così il suo nome non sarebbe mai comparso.

 

Invocazione

Signore Gesù, Tu realizzi le tue opere per mezzo di strumenti che il mondo non conta, e Ti servi della sofferenza offerta più che dell’influenza dei potenti. Insegnaci a servire senza pretendere la firma sotto ciò che realizzi per mezzo nostro. Sostieni il Santo Padre e quanti nella Chiesa portano il peso delle decisioni; guarda ai popoli in guerra e a chi lavora per la pace senza vederne i frutti; ricordati delle nazioni che si sono allontanate da Te. Benedici quanti compiono un bene di cui nessuno conoscerà mai il nome: catechisti, padri e madri di famiglia, religiose di clausura, malati che offrono in silenzio il loro dolore. Rendici perseveranti come lei, che ha aspettato sette anni per una risposta senza stancarsi. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

OTTAVO GIORNO – Io mangio: ricevo la comunione, e mi basta

Apostola dell’Eucaristia: adorazione e ringraziamento. Il dono dell’inedia

 

«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna» (Gv 6, 54).

 

Testimonianza

Alexandrina aveva ricevuto la prima comunione a sette anni e considerava l’Eucaristia il centro della sua giornata. Nelle notti di insonnia, faceva un pellegrinaggio spirituale da un tabernacolo all’altro, per fare compagnia a Gesù al posto di quelli che Lo dimenticano, e Lo chiamava Prigioniero per amore. Il 27 marzo 1942, Venerdì Santo, smise di poter ingerire qualsiasi alimento e qualsiasi bevanda: per tredici anni e sette mesi, fino alla morte, si nutrì unicamente dell’Ostia consacrata, mentre la fame e la sete non l’abbandonarono mai. Nel 1943, fu sottoposta a quaranta giorni di osservazione clinica continua: i medici, alcuni dei quali totalmente increduli, dovettero attestare che il fatto non trovava spiegazione naturale. A chi la tentava con il cibo, rispondeva che mangiava, perché riceveva la comunione, e che questo le bastava.

 

Invocazione

Signore Gesù, vero Dio e vero uomo, presente nel Santissimo Sacramento, Tu hai voluto essere l’unico nutrimento di questa tua figlia per tredici anni, affinché il mondo si ricordasse di cosa realmente vive. Aumenta la nostra fede nella tua presenza reale e liberaci dall’abitudine che rende insignificante il dono più grande. Sostieni i sacerdoti che tutti i giorni celebrano i santi misteri; guarda a quanti si accostano alla comunione senza pensare e a quanti non la possono ricevere; consola i malati e gli anziani che aspettano molto tempo qualcuno che Ti porti da loro. Suscita nella Chiesa veri adoratori, che riparino le profanazioni, le irriverenze e, soprattutto, l’indifferenza. Insegnaci a rendere grazie dopo la comunione senza fretta e senza distrazione. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

NONO GIORNO – Un sorriso sulle labbra, il martirio nell’anima

Apostola dal letto: la stanzetta di Balasar diventata pulpito

 

«La forza si manifesta pienamente nella debolezza» (2 Cor 12, 9).

 

Testimonianza

Negli ultimi anni della sua vita, la stanza di Alexandrina divenne meta di pellegrinaggio: salivano a Balasar centinaia di persone al giorno, in certe occasioni migliaia, e quasi nessuno se ne andava come era venuto. Li riceveva tutti, ascoltava, diceva a ciascuno la parola di cui aveva bisogno, e nessuno sospettava quanto questo le costasse: aveva chiesto al Signore un sorriso capace di ingannare, sotto il quale potesse nascondere il martirio interiore. Il 13 ottobre 1955, poche ore prima di morire, raccomandò ancora ai visitatori di non peccare, di comunicarsi frequentemente, di pregare il rosario tutti i giorni, e si congedò dando appuntamento in Cielo. Sulla sua tomba fu inciso il testamento che aveva dettato: se le ceneri del suo corpo avessero potuto servire per salvare i peccatori, che si avvicinassero e le calpestassero, purché non offendessero più Gesù.

 

Invocazione

Signore Gesù, Tu hai detto ad Alexandrina che lei non poteva andare in cerca delle anime, e che per questo sarebbero state le anime a venire da lei. Insegnaci che si può evangelizzare stando fermi, e che il primo annuncio è un volto sereno. Guarda a quanti si giudicano già inutili: gli anziani soli, i malati cronici, le persone con disabilità, i detenuti, quelli che agli occhi del mondo non producono più nulla; dai loro la certezza che la loro vita è ancora feconda e necessaria alla Chiesa. Sostieni chi assiste, chi visita, chi porta la comunione nelle case e negli ospedali. E dai anche a noi il suo segreto: sorridere al dolore, non per fingere, ma per non pesare sugli altri e per lasciar passare il tuo amore. Concedici la grazia che Ti chiediamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

Padre Nostro…, Ave Maria…, Gloria al Padre…

Beata Alexandrina Maria, prega per noi.

 

 

 

Preghiera conclusiva (da recitare tutti i giorni)

Signore Gesù Cristo, Agnello immolato per la salvezza del mondo, hai scelto una povera figlia del Portogallo, Alexandrina Maria da Costa, e hai fatto di lei un libro aperto nel quale il mondo può leggere il valore della Croce, la grandezza dell’Eucaristia e la tenerezza della tua Madre. Per trent’anni l’hai mantenuta inchiodata in un letto, e da quel letto hai fatto scendere sul mondo una pioggia di grazie. Noi Ti rendiamo grazie per il dono che ci hai dato in lei. Con la Chiesa che l’ha proclamata beata, oggi Ti chiediamo di manifestare di nuovo la tua gloria: degnati di compiere, per sua intercessione, il miracolo che speriamo e che aprirà la strada per la sua canonizzazione, affinché sia annoverata tra i santi e il suo motto di vita – soffrire, amare, riparare – giunga a quanti oggi soffrono senza speranza. Concedici, in questi nove giorni, un cuore docile come il suo: che sappia dire di sì, che non Ti neghi nulla, che sorrida nel dolore. Tu che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

Suggerimenti personali per accompagnare la novena

 

Giaculatoria da ripetere durante il giorno

Tratta da una preghiera della beata: «Gesù, io Ti adoro in ogni luogo dove abiti sacramentato: Ti faccio compagnia per quelli che Ti dimenticano, Ti amo per quelli che non Ti amano».

 

Impegno del giorno

Sull’esempio dei «fioretti spirituali» che la beata offriva alla Madonna nel mese di maggio, si può fare tutti i giorni un piccolo proposito concreto: una visita a un malato, un quarto d’ora di adorazione, un digiuno, un gesto di riconciliazione, la rinuncia a una lamentela.

 

 

Con approvazione ecclesiastica

 

IMPRIMATUR

 

Braga, 14 settembre 2026

Festa dell’Esaltazione della Santa Croce

 

† José Manuel Garcia Cordeiro

Arcivescovo Metropolita di Braga

 

Padre Miguel Neto

Responsabile della Segreteria dell’Arcivescovo Primate

 

Editor BSOL

Editore del sito