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Il tema della Giornata Missionaria Salesiana (GMS) di quest’anno è la solidarietà missionaria salesiana: un cammino che affonda le sue radici nel tempo e si estende fino ad abbracciare il mondo intero. La testimonianza delle Procure Missionarie Salesiane offre uno sguardo concreto e stimolante su questa realtà, aiutandoci a riflettere. Non si tratta di un evento legato a una data unica: ogni Ispettoria è infatti libera di individuare il periodo più adatto al proprio ritmo e calendario, così da vivere al meglio questo momento significativo di animazione missionaria. È un’opportunità preziosa offerta alle comunità salesiane, alle Comunità Educativo-Pastorali, ai giovani e a tutti i membri della Famiglia Salesiana per riscoprire e valorizzare una dimensione essenziale del carisma salesiano, promuovendo e diffondendo una rinnovata sensibilità missionaria.
Le radici: Don Bosco e il DNA della solidarietà
La solidarietà non è un concetto astratto nel mondo salesiano. Ha radici precise, un volto concreto e una storia lunga quanto la Congregazione stessa.
Come sottolinea Alberto Lopez, portavoce di Misiones Salesianas di Madrid, “anche se il termine inglese fundraising è moderno, lo scopo che persegue — cercare, animare e coinvolgere molte persone nella sostenibilità di una missione — appartiene al DNA salesiano fin dall’inizio dell’opera a Valdocco.” Don Bosco non disponeva di grandi fondi, ma possedeva creatività inesauribile e una fiducia assoluta nella Provvidenza: riusciva a mobilitare amici, benefattori, collaboratori e persino politici anticlericali a favore dei giovani più bisognosi. Non faceva appello alla pietà. Faceva appello allo scopo.
Don Fidel Orendain SDB, Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, lo esprime con chiarezza: “Il messaggio centrale che dobbiamo comunicare non è: Aiutateci perché siamo nel bisogno, ma piuttosto: Unitevi a noi perché stiamo cercando di fare del bene. Don Bosco voleva che gli altri condividessero la gioia di vedere un bambino imparare un mestiere, un giovane trovare la speranza, un’anima riscoprire la fede.”
Il cuore del messaggio: dare e ricevere
Prima di esplorare come questa solidarietà si organizza oggi, vale la pena fermarsi su cosa significa davvero dare.
Il Vangelo offre un’immagine potente: l’obolo della vedova, che dona tutto quel poco che aveva. Dai poveri, dai piccoli, da chi sa condividere partendo dalla propria povertà, c’è sempre qualcosa da imparare. Un saggio leader Mapuche della Patagonia lo diceva con semplicità disarmante: «Nessuno è così povero da non avere nulla da dare, e nessuno è così ricco da non avere nulla da ricevere».
Don Jorge Mario Crisafulli SDB, Consigliere Generale per le Missioni, approfondisce questo punto nella sua lectio divina: “Dare tutto non significa solo dare denaro. A volte, la cosa più preziosa non sono le cose che offriamo, ma noi stessi: il nostro tempo, il nostro ascolto, la nostra energia, i nostri talenti, la nostra gioia, la nostra speranza. Il mondo ha bisogno di persone disposte a vivere con generosità, ad amare senza misura, a dire sì quando Gesù chiama.”
Le Procure Missionarie: struttura al servizio della missione
Questa visione si è tradotta, nel tempo, in strumenti concreti. Le Procure Missionarie Salesiane — descritte in dettaglio negli Atti del Consiglio Generale (ACG 443 e ACG 444) — sono uffici istituiti dall’Ispettore, con il consenso del suo Consiglio e l’approvazione del Rettor Maggiore, con la finalità di sostenere l’Ispettoria in tutte le azioni orientate all’evangelizzazione integrale e allo sviluppo umano integrale, con particolare attenzione ai giovani poveri ed emarginati.
Ogni procura ha un proprio statuto, un direttore responsabile e un consiglio di amministrazione. Il Settore per le Missioni coordina il lavoro di tutte le procure, promuovendo sinergie e solidarietà in rete. Non si tratta, va sottolineato, di semplici uffici di raccolta fondi: sono strumenti di coinvolgimento attivo nella missione salesiana.
Un esempio storico viene dagli Stati Uniti, dove don Ed Cappelletti — definito “pioniere visionario” nell’arte della mobilitazione delle risorse — dedicò 63 anni di vocazione presbiterale salesiana a raccontare le storie delle opere missionarie per generare sostegno. Già nel 1963, con un piccolo staff di tre dattilografi, compilò uno dei primi elenchi sistematici di donatori: un antesignano delle moderne newsletter. Il suo motto, scelto fin dall’ordinazione, riassumeva tutto: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire.”
Una rete globale: dal Kenya alla Corea
Le Procure Missionarie non sono prerogativa dei Paesi economicamente ricchi. Tutte le Ispettorie sono invitate a contribuire, ciascuna secondo le proprie possibilità.
Don Felice Molino SDB, missionario in Kenya, descrive così la vocazione della procura di Nairobi: “Don Bosco dà un compito alla nostra Procura Missionaria: va’ dai poveri, dì loro che gli vuoi bene e poi va’ dagli altri dicendo che ciascuno può diventare un Buon Samaritano per tanti giovani in difficoltà.”
Dalla Corea del Sud, Julie Kim racconta un percorso straordinario: un Paese che ha attraversato il colonialismo giapponese, la guerra e i movimenti di democratizzazione, fino a diventare il primo Paese al mondo a passare dall’essere destinatario di aiuti internazionali a diventarne donatore. La Procura Missionaria Salesiana coreana, istituita nel 2012, è espressione di questa maturità. Quando i donatori ed ex allievi dicono con orgoglio tranquillo “Ora è il nostro turno di aiutare”, le loro parole riflettono sia un senso di dovere morale sia una consapevolezza profonda: il donare crea abbondanza.
La procura è anche un ponte spirituale. Come ricordano da Missioni Don Bosco di Torino, la raccomandazione di Don Bosco di pregare per i benefattori non era finalizzata alla continuità degli aiuti, ma alla cura della loro vita: “La presenza di persone sulle frontiere della fraternità genera in loro la gratitudine per chi offre i propri mezzi per la realizzazione delle opere di carità materiale e spirituale.”
La solidarietà in azione: emergenze e sviluppo
La solidarietà salesiana non si ferma ai tempi ordinari. Solo tra il 2020 e il 2025, dalla pandemia di Covid-19 alla celebrazione del 29° Capitolo Generale, il meccanismo di Emergency Response salesiano ha mobilitato 40 milioni di euro in 26 emergenze, sviluppando oltre 1.000 progetti di aiuto umanitario, istruzione, ricostruzione e supporto psicosociale.
Angel Gudiña, coordinatore della rete Don Bosco Network, chiarisce la prospettiva: “Sebbene nell’emergenza dobbiamo provvedere alle necessità più basilari, lo facciamo pensando alla grande rete salesiana globale di solidarietà e sviluppo, lasciandoci alle spalle l’assistenzialismo e lavorando come partner, nella cooperazione internazionale che punta ai diritti dei giovani.”
Don Antoine Farrugia SDB, Coordinatore Safeguarding e Advocacy della Congregazione, lo dice senza mezzi termini: “La solidarietà non è uno slogan. È il nostro modo di vivere. Quando difendiamo i giovani, difendiamo il Vangelo e contribuiamo a plasmare il futuro.”
Educare alla solidarietà: i giovani protagonisti
La solidarietà si impara anche. A scuola, nelle comunità, attraverso percorsi educativi concreti. È con questo spirito che la Fondazione Don Bosco nel Mondo ha promosso la seconda edizione di “Sognati da grande”, un contest creativo rivolto alle scuole e ai CFP salesiani, in cui gli studenti sono stati invitati a raccontare cosa significa, per loro, la pace. Il contest è gemellato con la missione salesiana di Niamey, in Niger, dove la pace e la sicurezza sono ogni giorno sotto attacco.
La Giornata Missionaria Salesiana: un’occasione per tutti
È in questo contesto ricco e articolato che si colloca la Giornata Missionaria Salesiana (GMS), occasione offerta alle comunità salesiane, alle Comunità Educativo-Pastorali, ai giovani e a tutta la Famiglia Salesiana per vivere e approfondire la dimensione missionaria del carisma di Don Bosco. Non esiste una data unica: ogni Ispettoria sceglie il momento più adatto al proprio calendario. Il tema di quest’anno — la solidarietà missionaria salesiana — è accompagnato da materiali preparati ad hoc, disponibili scrivendo a cagliero11@sdb.org.
Don Eric Mairura SDB, coordinatore della solidarietà missionaria a livello congregazionale, offre la prospettiva d’insieme: “In un mondo che spesso sembra diviso, la nostra missione salesiana ci chiama a unirci nella compassione e nell’azione verso i poveri. Insieme, siamo un faro di speranza, ispirati dalla visione di San Giovanni Bosco di un mondo in cui ogni giovane possa prosperare.”
La preghiera della GMS raccoglie tutto questo in poche parole:
Signore di ogni bene, che ci mostri la via della solidarietà
apri i nostri cuori affinché la Tua missione sia sempre viva nel mondo.
Con lo stile di Don Bosco, aiutaci ad essere un seme di speranza che accenda il Tuo spirito,
in ogni luogo, in ogni tempo.
Possa ogni giovane che incontriamo vedere in noi il Tuo volto,
sperimentando la gioia del dono e l’abbraccio di Dio Padre nei gesti più semplici.
Che ognuno possa dare tempo, risorse, gioia, vicinanza a chi più ne ha bisogno
costruendo una società più umana che abbia Te al centro.
Materiale inviato da Marco Fulgaro

