18 Feb 2026, Mer

Il Settore per la Pastorale Giovanile lancia #DBSchoolsGoGreen

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La campagna #DBSchoolsGoGreen, lanciata nel 2026 dal Settore per la Pastorale Giovanile, nasce in risposta all’aggravarsi della crisi ambientale globale e si inserisce nel solco degli orientamenti dei recenti Capitoli Generali. I Salesiani ribadiscono così l’ecologia integrale come ambito dell’azione educativa e pastorale. L’iniziativa intende accompagnare le scuole salesiane in un percorso di trasformazione in “Scuole Verdi”, ispirato allo Standard di Qualità dell’UNESCO, fondato su quattro aree operative: governance scolastica, strutture e gestione, insegnamento-apprendimento e coinvolgimento della comunità. Coordinata dalla Don Bosco Green Alliance, la campagna mira a promuovere una conversione ecologica concreta e duratura, formando giovani capaci di custodire il creato e di contribuire responsabilmente a un futuro sostenibile.

L’anno che si è appena concluso — il 2025 — è stato un “anno della speranza”, e avevamo vivamente sperato che le condizioni ambientali globali sarebbero migliorate durante quell’anno speciale. Purtroppo, le sfide ambientali si sono intensificate su più fronti. Il cambiamento climatico è rimasto l’emergenza globale dominante, causando eventi meteorologici estremi, tra cui gravi incendi in diverse regioni del mondo, alimentati da caldo record e siccità prolungata. Questi eventi hanno degradato significativamente la qualità dell’aria e minacciato la salute umana e gli ecosistemi. L’anno ha anche segnato il picco del più grande evento di sbiancamento dei coralli mai registrato a livello globale, che ha colpito circa l’ottantaquattro percento delle barriere coralline del mondo a causa dell’aumento delle temperature oceaniche. L’inquinamento da plastica ha continuato a rappresentare una grave minaccia, con le microplastiche che contaminano sempre più gli ecosistemi e le catene alimentari. La perdita di biodiversità è accelerata a causa della distruzione degli habitat, del cambiamento nell’uso del suolo e dell’inquinamento, minando la sicurezza alimentare e i servizi ecosistemici essenziali. Nel frattempo, l’inquinamento atmosferico e il peggioramento della scarsità e della contaminazione dell’acqua sono emersi come sfide critiche per la salute pubblica e l’ambiente in tutto il mondo, rendendo il 2025 un anno di profonda preoccupazione per tutti, in particolare per le comunità più povere.

Come Salesiani, non siamo certo rimasti indifferenti alla crisi ambientale che è cresciuta in questi ultimi anni. Negli ultimi dieci anni, una forte attenzione alle questioni ambientali è stata chiaramente visibile nella nostra Pastorale Giovanile Salesiana. Affrontare queste preoccupazioni ambientali è una priorità ovvia per noi Salesiani, poiché è una questione che i giovani di oggi sentono fortemente. Come Papa Francesco ha chiaramente sottolineato nella Laudato Sì, di fronte alla crisi ambientale globale, “I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi dell’ambiente e alle sofferenze degli esclusi” (Laudato Sì, 13).

I nostri recenti Capitoli Generali (CG) hanno tutti sottolineato la necessità per noi salesiani di impegnarci, insieme ai giovani, nella cura della nostra “casa comune”. Il CG27 ha affermato: “Riconosciamo che la responsabilità per la cura dell’ambiente è una sensibilità emergente anche nelle nostre comunità. Tuttavia, non siamo ancora sufficientemente convinti di questa priorità nella nostra scelta di uno stile di vita modesto ed essenziale e nell’educazione dei giovani” (CG27, 30). Pertanto, il CG27 ha proseguito dicendo: “ci impegniamo a sensibilizzare le comunità e i giovani al rispetto del creato, educandoli alla responsabilità ecologica attraverso attività concrete che salvaguardino l’ambiente e lo sviluppo sostenibile” (CG27,73).

Il Capitolo Generale successivo (CG28) ha prestato ancora maggiore attenzione a questo tema. Nella Riflessione post CG28, una delle “otto priorità” presentate dal Rettor Maggiore alla congregazione era: “Accompagnare i giovani verso un Futuro Sostenibile”. Elaborando questa priorità, il Rettor Maggiore ha scritto: “Ascoltando il grido mondiale di tanti giovani oggi, noi salesiani ci impegniamo ad essere testimoni credibili, personalmente e come comunità, di conversione nella cura del creato e della spiritualità ecologica” (ACG 433). Proseguendo con una proposta molto concreta, il Rettor Maggiore ha dichiarato: “Ogni ispettoria del mondo risponderà, attraverso il Delegato Ispettoriale per la Pastorale Giovanile, alla richiesta di rendere le nostre scuole, i centri di formazione, i campus universitari, gli oratori, le parrocchie, modelli educativi di cura dell’ambiente e della natura. Come opzione salesiana nell’educazione, dobbiamo includere l’azione a favore del creato: la cura della natura, del clima e dello sviluppo sostenibile” (ACG 433).

Continuando nella direzione dei precedenti Capitoli Generali, il CG29 ha giustamente sottolineato che “L’ecologia integrale emerge come un campo privilegiato del lavoro educativo e pastorale” (CG29, 64). Sviluppando ulteriormente questo tema, il CG29 ha proseguito dicendo che: “Papa Francesco ha reso questa questione una parte costante del suo magistero: la sua voce ci sfida ad essere più pronti nell’ascoltare il grido della terra e dei poveri, e nel promuovere un’autentica spiritualità ecologica che riconosca il creato come un dono di Dio e ci insegni ad avere uno sguardo contemplativo e uno stile di vita semplice” (CG29, 64). Pertanto, il CG29 ha formulato una chiara raccomandazione: “Ogni ispettoria promuova la formazione all’ecologia integrale e l’educazione ecologica dei giovani” (CG29, 69).

Per portare avanti la spinta e le proposte del CG29, il nostro Rettor Maggiore, Don Fabio Attard, ha presentato alla congregazione il “Progetto Sessennale 2025-2031”. Evidenziando il tema dell’ecologia integrale in questo Progetto Sessennale, il Rettor Maggiore afferma: “L’impegno della Chiesa per l’ecologia integrale è stato assunto dalla Congregazione e deve essere rafforzato con una visione ispirata carismaticamente. Possa l’impegno dei giovani per il bene comune e per la nostra casa comune essere sempre più radicato a livello locale, con i giovani che svolgono un ruolo di primo piano, condividendo le scelte e partecipando attivamente e concretamente” (ACG 446).

Data la crisi ambientale sempre più profonda e la forte determinazione della congregazione ad affrontare questa sfida globale, all’inizio del nuovo anno 2026, il Settore per la Pastorale Giovanile ha lanciato una nuova campagna chiamata #DBSchoolsGoGreen. Presentando questa campagna, Don Rafael Bejarano, Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile, ha dichiarato: “Il nostro Capitolo Generale 29 ha chiesto a ogni ispettoria di promuovere la formazione all’ecologia integrale e l’educazione ecologica dei giovani. Un buon punto di partenza per attuare questa raccomandazione è in tutte le nostre scuole salesiane. Pertanto, per quest’anno 2026, il Settore per la Pastorale Giovanile è lieto di annunciare la campagna #DBSchoolsGoGreen.”

Per consentire alle Scuole Salesiane di intraprendere il percorso per diventare Scuole Verdi, Don Bejarano ha proposto l’uso dello Standard di Qualità per le Scuole Verdi dell’UNESCO. Questo strumento offre una tabella di marcia completa e pratica per diventare una scuola verde. Esso delinea quattro aree principali per l’attuazione dei principi di sostenibilità e dell’azione ecologica: governance scolastica, strutture e gestione, insegnamento e apprendimento, e coinvolgimento della comunità. Per ciascuna di queste quattro aree principali, lo Standard di Qualità per le Scuole Verdi dell’UNESCO suggerisce varie azioni concrete che la comunità scolastica può intraprendere.

La prima area principale — la governance scolastica — è il fondamento dello Standard di Qualità per le Scuole Verdi dell’UNESCO, garantendo che la sostenibilità non sia un’aggiunta, ma un principio guida della leadership e del processo decisionale. Gli organi di governo scolastico fortemente impegnati nella sostenibilità sono la forza trainante di tutti gli sforzi per sviluppare una Scuola Verde. Dando priorità alla sostenibilità e integrando pratiche verdi nelle politiche, gli organi di governo scolastico possono stabilire un quadro solido per un impegno a lungo termine a essere una Scuola Verde. Come primo passo, si chiede alle scuole di istituire un Comitato Verde composto da rappresentanti della comunità scolastica (cioè studenti, personale, genitori e membri della comunità) e di affidargli la responsabilità di sviluppare una visione e una politica di Scuola Verde con obiettivi, strategie e traguardi chiari che delineino l’impegno dell’intera scuola nell’affrontare le questioni ambientali. Così, attraverso la pianificazione strategica, la definizione di obiettivi e un monitoraggio trasparente, le pratiche ecologiche si radicano nella cultura scolastica.

La seconda area principale dello Standard di Qualità per le Scuole Verdi dell’UNESCO fornisce linee guida per trasformare le infrastrutture, le strutture e le operazioni quotidiane della scuola in un modello credibile di cura dell’ambiente. Migliorando l’efficienza energetica e idrica, riducendo i rifiuti e adottando acquisti eco-responsabili, le scuole possono ridurre significativamente la loro impronta ecologica. Spazi verdi, soluzioni di energia rinnovabile e audit ambientali di routine trasformano il campus in un esempio vivente di gestione responsabile delle risorse. Queste pratiche operative quotidiane non solo creano ambienti di apprendimento più sani e sicuri, ma permettono anche agli studenti di vedere la sostenibilità in pratica. Un’azione importante in questa seconda area principale è l’istituzione di un Team di Monitoraggio (composto da personale e studenti) che controlli regolarmente le pratiche verdi attuate nella scuola.

L’insegnamento e l’apprendimento — la terza area principale — sono al centro dell’approccio della Scuola Verde dell’UNESCO.
Gli insegnanti sono invitati a sviluppare piani di lezione che incorporino concetti e attività legati allo sviluppo sostenibile e all’educazione al cambiamento climatico, e ad adottare pedagogie trasformative e metodi di valutazione che promuovano l’apprendimento basato sull’indagine, il pensiero critico, la risoluzione dei problemi e l’apprendimento collaborativo. Le aule si estendono oltre le quattro mura, poiché gli studenti si impegnano in progetti, apprendimento all’aperto e risoluzione di problemi del mondo reale. In questo modo, gli studenti vengono dotati dei valori, degli atteggiamenti e delle competenze che li rendono capaci di diventare agenti di cambiamento attivi che contribuiscono in modo significativo alla protezione dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile per tutta la vita.

La quarta e ultima area principale dello Standard di Qualità per le Scuole Verdi dell’UNESCO è il coinvolgimento della comunità. Questo si allinea bene con il nostro approccio salesiano della “comunità educativo-pastorale”. Le scuole sono incoraggiate a lavorare a stretto contatto con le famiglie, le autorità locali e le organizzazioni comunitarie per promuovere obiettivi ambientali condivisi. Attraverso progetti congiunti, campagne di sensibilizzazione e iniziative guidate dagli studenti, l’apprendimento si estende alla comunità più ampia. Le scuole fungono da centri di collaborazione e dialogo, favorendo l’apprendimento intergenerazionale e l’azione collettiva. Questa relazione reciproca rafforza i risultati educativi amplificando al contempo l’impatto positivo della scuola, posizionandola come catalizzatore di pratiche ecologiche e di una cultura della sostenibilità nella comunità di quartiere.

La campagna #DBSchoolsGoGreen è guidata dalla Don Bosco Green Alliance, che è l’organismo di coordinamento per l’ecologia integrale nel Settore per la Pastorale Giovanile. Attraverso la metodologia offerta dallo Standard di Qualità per le Scuole Verdi dell’UNESCO, la campagna #DBSchoolsGoGreen spera di trasformare efficacemente le nostre scuole in “modelli educativi di cura dell’ambiente e della natura” (CG28), e di “promuovere la formazione all’ecologia integrale e l’educazione ecologica dei giovani” (CG29). Sebbene questa campagna possa non offrire una soluzione immediata alle molte sfide ambientali che il nostro mondo sta affrontando, essa serve sicuramente come una buona strategia a lungo termine, formando persone che possiedono le conoscenze, i valori, gli atteggiamenti e le competenze necessarie per proteggere il creato di Dio e preservare la nostra casa comune.

don Savio Silveira, sdb
Coordinatore Ecologia Integrale
Settore per la Pastorale Giovanile

 

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