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A Genazzano, un piccolo borgo del Lazio, da oltre cinque secoli si venera un’icona mariana straordinaria: la Madonna del Buon Consiglio. L’immagine, giunta miracolosamente dall’Albania nel 1467, è custodita dai padri agostiniani ed è divenuta simbolo universale di guida e discernimento, tanto da essere invocata nelle Litanie Lauretane. Santi, papi e milioni di fedeli hanno trovato in lei conforto e luce nelle scelte difficili.
Anche papa Leone XIV, nella sua prima uscita da Roma, ha voluto inginocchiarsi davanti a questa icona, ricordando che “come la Madre non abbandona mai i suoi figli, così noi non possiamo abbandonare Lei”.
Nella sua prima uscita fuori Roma, sabato 10 maggio 2025, a due giorni dopo l’elezione, papa Leone XIV ha scelto una meta sorprendente: il Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano.
Genazzano è un borgo medievale ai piedi dei monti Prenestini, a circa 45 km dalla capitale. Un tempo feudo della famiglia Colonna, custodisce in una chiesa tra le sue viuzze strette un tesoro spirituale che richiama pellegrini da tutto il mondo.
Il Papa vi si è recato nel pomeriggio, ricordando le tante volte che, da sacerdote e da cardinale, aveva sostato in preghiera davanti a quell’immagine. “La presenza della Madonna – ha detto – è un dono grande per il popolo di Genazzano, ma anche una responsabilità: come la Madre non abbandona mai i suoi figli, voi dovete restare fedeli alla Madre”. Un invito che vale per tutta la Chiesa.
Una leggenda che attraversa l’Adriatico
Per capire la storia di questa immagine, bisogna tornare al Quattrocento, in Albania.
All’epoca quel Paese resisteva eroicamente all’invasione ottomana, guidato da Giorgio Castriota Scanderbeg (1405-1468), famoso difensore della cristianità. Scanderbeg era devoto di un’antica icona mariana venerata a Scutari, città del nord del Paese. Con il suo aiuto, racconta la tradizione, riuscì più volte a respingere eserciti molto più numerosi.
Alla sua morte, nel 1468, Scutari cadde sotto i Turchi. Poco prima, però, avvenne un fatto misterioso. Due fedeli, Giorgio e De Sclavis, sognarono la Madonna che annunciava di voler lasciare la città prima che la fede vi fosse soffocata.
Secondo la leggenda, mentre i due pregavano davanti all’icona, l’immagine si staccò dalla parete, avvolta da una nube bianca, e si alzò in cielo dirigendosi verso il mare. I due uomini la seguirono, sorretti – così si narra – da mani angeliche, fino a raggiungere l’altra sponda dell’Adriatico.
A Genazzano viveva intanto Petruccia de’ Nocera, una donna pia appartenente al Terz’Ordine agostiniano. La Vergine le era apparsa chiedendole di restaurare una chiesetta dedicata proprio a “Santa Maria del Buon Consiglio”. Pur disponendo di poche risorse, Petruccia aveva iniziato i lavori con fede incrollabile.
Il 25 aprile 1467, festa di san Marco, al tramonto, la popolazione si radunò per le strade. Improvvisamente le campane della chiesa ancora in costruzione iniziarono a suonare da sole. Tutti accorsero e videro una nuvoletta bianca scendere dal cielo e posarsi sul muro incompiuto. Sopra di essa apparve l’icona della Madonna con il Bambino: la stessa venerata a Scutari.
Poco dopo arrivarono anche i due soldati albanesi, che raccontarono di aver seguito l’immagine fin lì. Da quel giorno Genazzano divenne meta di pellegrinaggi e luogo di miracoli, documentati da notai dell’epoca, confermati da inviati di papa Paolo II; questi furono poi trascritti in un apposito registro (il cosiddetto Codice Bombacino). Tra il 27 aprile e il 14 agosto 1467 furono annotati 161 miracoli.
Un’immagine fragile e misteriosa
L’affresco, visibile ancora oggi nella cappella laterale sinistra del santuario, è piccolo: 31 cm per 42,5 cm. È dipinto su un sottilissimo strato d’intonaco, tanto fragile da sembrare impossibile che abbia potuto affrontare un viaggio simile.
Un particolare colpisce i pellegrini: l’icona non aderisce del tutto al muro, ma resta sospesa a un dito di distanza, senza sostegno visibile; non poggia su un supporto solido, ma è come appoggiata miracolosamente su una sottile cornice di stucco, leggerissima e fragile, che da sola non potrebbe reggere il peso dell’affresco. Un mistero che da secoli lascia senza parole chi la contempla.
Dopo il prodigio, la cappella venne ampliata e trasformata nell’attuale Santuario della Madre del Buon Consiglio, affidato agli agostiniani. La devozione si diffuse rapidamente, anche tra gli albanesi fuggiti dalla loro patria. Nel 1682 papa Innocenzo XI proclamò la Madonna del Buon Consiglio patrona di Genazzano, e nel 1753 Benedetto XIV inserì ufficialmente l’invocazione Mater Boni Consilii, ora pro nobis nelle Litanie Lauretane.
Il titolo “Madre del Buon Consiglio” ha radici bibliche: Maria è la donna che custodisce la Parola, la sede della Sapienza, la guida verso la volontà di Dio. Nel Medioevo il “buon consiglio” era considerato una virtù essenziale per governare e vivere in pace. Invocare Maria significava chiedere non solo protezione, ma anche luce per discernere nelle decisioni quotidiane.
Ancora oggi, in un mondo attraversato da incertezze, la Madonna del Buon Consiglio viene invocata da chi cerca orientamento: giovani in cerca di vocazione, famiglie in difficoltà, popoli in cammino verso la pace.
Papi e santi devoti
Molti papi hanno avuto un legame speciale con Genazzano. San Pio V, il papa del Rosario, si affidò a lei. Leone XIII scrisse una preghiera in suo onore e volle che fosse invocata nelle Litanie. Giovanni XXIII visitò il santuario, Giovanni Paolo II la citò spesso come consigliera nei momenti di crisi.
| San Giovanni Bosco volle recarsi a pregare ai piedi della Madonna del Buon Consiglio. Mentre era venuto a Roma nel suo primo viaggio, nel 1858, andò a celebrare la Santa Messa implorando materna assistenza sulla nascente Congregazione Salesiana. Racconta don Lemoyne: “Il Santo Padre intanto aveva espresso il desiderio che D. Bosco assistesse in Vaticano al devoto e magnifico spettacolo di tutte le funzioni della settimana santa. Quindi aveva dato incarico a Mons. Borromeo di invitarlo a nome suo, e di procurargli un posto dal quale potesse con suo agio essere spettatore dei sacri riti. Monsignore lo fece ricercare per ogni dove; ma il messo in tutto il giorno non poté incontrarlo, poiché egli si trovava a Genazzano” (MB V,899). |
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Tra altri santi devoti alla Madonna del Buon Consiglio troviamo anche sant’Alfonso de’ Liguori e san Paolo della Croce, San Gaspare del Bufalo, san Luigi Orione, santa Teresa di Calcutta. Nel Novecento, anche il pensatore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira raccontò di aver ricevuto da lei la grazia di una certezza interiore sulla propria missione nella Chiesa.
Molti devoti riferiscono che l’icona, in alcuni momenti, sembri cambiare espressione o tonalità, come se dialogasse con chi la guarda. Un segno della sua vicinanza viva e materna, che rende il santuario un rifugio per chi cerca consolazione, forza o una parola di luce.
La festa della “Venuta”
Ogni 25 aprile Genazzano si riempie di pellegrini per la festa della “Venuta”, che ricorda il giorno del miracolo. Processioni, celebrazioni e momenti di fraternità uniscono fede e tradizione popolare nella piccola “Loreto” del Lazio.
Papa Leone XIV, già da cardinale, aveva celebrato più volte la Messa in quella ricorrenza. Tornandovi ora da Pontefice, ha voluto ribadire che la presenza della Madonna non è solo un dono per Genazzano, ma un messaggio per tutta la Chiesa.
La storia della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano unisce leggenda e documenti, miracoli e devozione, fede popolare e riconoscimento della Chiesa. È la storia di un’immagine venuta da lontano per dire che Maria è sempre vicina, soprattutto nei momenti più difficili.
Il suo consiglio è semplice e decisivo: “Fate quello che vi dirà mio Figlio” (Gv 2,5).
E la Chiesa, da Genazzano al mondo intero, continua a pregare con fiducia:
“Madre del Buon Consiglio, prega per noi!”.


