25 Mar 2026, Mer

Disposizioni per una buona confessione

 

Per prepararsi alla confessione è indispensabile conoscere gli insegnamenti del catechismo: si tratta della formazione di base di ogni cristiano. Anche chi ha già ricevuto questa istruzione nel passato farà bene a rivederla, perché è un aiuto prezioso per confessarsi con frutto.
Ricordiamo alcune verità ivi contenute e altri insegnamenti molto utili per la Confessione.

 

1. I due comandamenti di carità
1. Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
2. Amerai il prossimo tuo come te stesso.

 

2. La regola d’oro (Mt 7,12)
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

 

3. I dieci comandamenti di Dio o Decalogo
1. Non avrai altro Dio fuori che me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non ammazzare.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.

 

4. I cinque precetti della Chiesa
1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
2. Confessare i propri peccati almeno una volta all’anno.
3. Ricevere il sacramento dell’Eucaristia almeno a Pasqua.
4. Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.
5. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.

 

5. Le sette opere di misericordia corporale
1. Dar da mangiare agli affamati
2. Dar da bere agli assetati
3. Vestire gli ignudi
4. Alloggiare i pellegrini
5. Visitare gli infermi
6. Visitare i carcerati
7. Seppellire i morti
Ricorda che la nostra santa fede cattolica ci insegna che… così come il corpo senza lo spirito è morto, così la fede senza le opere è morta. (Giacomo 2:26)

 

6. Le sette opere di misericordia spirituale
1. Consigliare i dubbiosi
2. Insegnare agli ignoranti
3. Ammonire i peccatori
4. Consolare gli afflitti
5. Perdonare le offese
6. Sopportare pazientemente le persone moleste
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti

 

7. Le tre virtù teologali
1. Fede
2. Speranza
3. Carità

 

8. Le quattro virtù cardinali
1. Prudenza
2. Giustizia
3. Fortezza
4. Temperanza

 

9. I sette vizi capitali e le virtù contrarie
1. Superbia – Umiltà
2. Avarizia – Liberalità
3. Lussuria – Mortificazione
4. Ira – Pazienza
5. Gola – Astinenza
6. Invidia – Carità
7. Accidia – Diligenza

 

10. I peccati contro lo Spirito Santo
1. Disperazione della salvezza – Ritenere che Dio non possa o non voglia perdonare i propri peccati, rifiutando la misericordia divina.
2. Presunzione di salvarsi senza merito – Sperare nella salvezza senza conversione (presumere del perdono di Dio) oppure sperare di ottenere la gloria senza meritarla.
3. Impugnare (opporsi) la verità conosciuta – Negare o combattere deliberatamente una verità di fede che si riconosce come vera, per ragioni di superbia o interesse.
4. Invidia della grazia altrui – Rattristarsi per i beni spirituali del prossimo, ossia per la sua santità o la sua vicinanza a Dio.
5. Ostinazione nei peccati – Persistere deliberatamente nel male con la volontà di non convertirsi, rifiutando il pentimento.
6. Impenitenza finale – Morire senza essersi pentiti, rifiutando il perdono di Dio fino all’ultimo momento della vita.
Gesù parla di un “peccato contro lo Spirito Santo” che non sarà perdonato (Mt 12,31-32). La teologia chiarisce che questi peccati non sono irremissibili per un limite della misericordia di Dio (che è infinita), ma perché chi li commette rifiuta volontariamente i mezzi stessi del perdono: la grazia, la conversione, il pentimento. È una chiusura libera e ostinata del cuore umano.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1864) afferma: “Chi non vuole ricevere il perdono, non può essere perdonato.”

 

11. I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio
1. Omicidio volontario
“La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!” (Gn 4,10 – Dopo il fratricidio di Caino)

2. Peccato impuro contro natura
“Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandato a distruggerli.” (Gn 19,13 – distruzione di Sodoma e Gomorra)

3. Oppressione dei poveri, vedove, orfani
“Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada. (Es 22,21-23)

4. Defraudare la mercede agli operai (non pagare a tempo il suo giusto salario)
“Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nella tua terra, nelle tue città. Gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e a quello aspira. Così egli non griderà contro di te al Signore e tu non sarai in peccato.” (Dt 24,14-15)

 

12. I nove modi in cui si diventa complici dei peccati altrui
1. Partecipando – prendere parte attiva all’azione peccaminosa
2. Comandando – ordinare a qualcuno di peccare, specialmente quando si ha autorità
3. Provocando – istigare o dar cattivo esempio a qualcuno fino a farlo cadere nel peccato
4. Consigliando – suggerire o spingere qualcuno a compiere il male
5. Acconsentendo – approvare interiormente o esteriormente il male che un altro sta facendo
6. Lodando o adulando – elogiare chi compie il male, incoraggiandolo
7. Difendendo il male compiuto – giustificare o proteggere chi ha peccato
8. Non impedendo – omettere di fermare qualcuno quando si ha il dovere e la possibilità di farlo
9. Tacendo o peggio, nascondendo – non denunciare o non correggere quando la coscienza e il ruolo lo richiedono

La distinzione fondamentale è tra cooperazione formale (si condivide l’intenzione malvagia dell’altro) e cooperazione materiale (si contribuisce all’atto senza condividerne il fine), con diversi gradi di gravità morale a seconda del caso.
La lista tradizionale in latino è: consilio, mandato, consensu, palpatione, adulatione, receptatione, participatione, taciturnitate, non obstando.

 

13. Le cinque bestemmie contro il Cuore Immacolato di Maria
1. Ho bestemmiato contro l’Immacolata Concezione?
2. Ho bestemmiato contro la Verginità Perpetua di Nostra Signora?
3. Ho bestemmiato contro la Maternità Divina di Nostra Signora? Ho rifiutato di riconoscere Nostra Signora come Madre di tutti gli uomini?
4. Ho cercato pubblicamente di seminare nei cuori dei bambini indifferenza o disprezzo, o persino odio, per questa Madre Immacolata?
5. L’ho oltraggiata direttamente nelle sue sacre immagini?

Le cinque bestemmie contro il Cuore Immacolato di Maria hanno origine nelle apparizioni di Fatima, più specificamente nell’apparizione di Pontevedra (Spagna) del 10 dicembre 1925.
In quella data, la Vergine Maria apparve a suor Lúcia dos Santos — una delle tre veggenti di Fatima, diventata nel frattempo suora delle Doroteane — insieme al Bambino Gesù. La Madonna le mostrò il suo Cuore circondato di spine e spiegò che si trattava delle bestemmie e ingratitudini degli uomini. Fu in quell’occasione che Maria chiese la devozione riparatrice dei cinque primi sabati del mese, come rimedio contro queste offese.

 

14. Il vizio o la seconda natura
Spesso non ci accorgiamo più dei peccati, perché ripetendoli, anche senza intenzione, sono trasformati in vizi; sono diventati come una seconda natura. Il più delle volte si acquisiscono per socializzazione e per questo a volte sono difficili da individuare. Bisogna capire cosa è il vizio per saper riconoscerlo con umiltà e trovar rimedio opportuno.

Un vizio è una disposizione stabile e abituale al male, una cattiva abitudine radicata nell’animo, un abito morale negativo, che inclina la persona a compiere atti moralmente disordinati. In altre parole, è l’opposto della virtù: mentre la virtù rende più facile e spontaneo fare il bene, il vizio rende più facile e spontaneo fare il male. È in pratica l’assenza di una virtù. Nasce da un peccato ripetuto.
In teologia morale il vizio è considerato una cattiva abitudine che si oppone a una virtù specifica (per esempio, la gola si oppone alla temperanza), oppure può essere una deformazione per eccesso o difetto rispetto a una virtù.
Le passioni (come la rabbia o il desiderio) in sé non sono vizi. Diventano viziose solo quando non sono governate dalla ragione e dalla volontà.

Caratteristiche principali del vizio
È abituale
: non è un singolo atto sbagliato, ma una tendenza ripetuta che ha preso radici nel comportamento.
Implica consapevolezza e libertà (almeno all’inizio): un vizio si forma attraverso l’abuso del libero arbitrio; la persona sceglie consapevolmente di compiere un’azione sbagliata, e ripetendo quella scelta, essa diventa una seconda natura che oscura la ragione.
Nacque dagli atti: come le virtù si formano ripetendo atti buoni, così i vizi nascono dal ripetere atti cattivi.
Offusca il giudizio morale: chi coltiva un vizio tende a giustificare il male e a non riconoscerne più la gravità; indebolisce la capacità di giudizio morale e rende progressivamente più difficile compiere il bene.
Deforma la libertà: indebolisce la capacità di scegliere il bene e rende la persona meno padrona di sé.
Causa un danno morale: lo scopo di una virtù è quello di perfezionare la persona e farla fiorire (εὐδαιμονίαeudaimonia dicevano i greci). Il fine del vizio è l’opposto: degrada l’intelligenza, indebolisce la volontà e corrompe la capacità di amare e di relazionarsi in modo sano. È un comportamento che, alla fine, rende infelice.

 

15. Il peccato
Il sacramento della Penitenza – detto anche Confessione – è il sacramento istituito da Cristo per perdonare i peccati commessi dopo il Battesimo. Mediante la confessione al sacerdote e l’assoluzione sacramentale, il fedele ottiene il perdono di Dio e la riconciliazione con la Chiesa.
Peccato è qualsiasi atto, parola, desiderio, pensiero od omissione contro la volontà di Dio. Si può distinguere in peccato mortale, peccato veniale e imperfezioni.

 

Il peccato mortale
Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo e lo allontana completamente da Dio, che è il suo fine ultimo. Uccide la grazia santificante che abita in noi.
Perché un peccato sia mortale sono richieste tre condizioni:
1. Materia grave – violare uno dei comandamenti in materia grave.
2. Piena avvertenza – consapevolezza che l’atto è gravemente sbagliato
3. Perfetto consenso – scelta libera e volontaria di compierlo
Se non è cancellato dal pentimento e dal perdono di Dio, il peccato mortale porta all’esclusione dal Regno di Dio e alla dannazione eterna nell’inferno.

 

Il peccato veniale
Il peccato veniale non distrugge la carità, ma la offende e la indebolisce. Non rompe completamente l’alleanza con Dio ma lo offende molto specialmente quando si agisce consapevolmente.
Il peccato veniale:
1. Frena il progresso spirituale dell’anima
2. Comporta pene temporali (sulla terra o – molto peggio – nel Purgatorio)
3. Se è deliberato e ripetuto senza pentimento, dispone progressivamente a cadere nel peccato mortale.

 

Le imperfezioni
L’imperfezione è un bene compiuto in modo meno pieno di quanto sarebbe possibile, oppure l’omissione di un bene che non era strettamente obbligatorio. Pur non rompendo il rapporto con Dio, le imperfezioni rallentano il cammino verso la santità.
Esempi concreti:
1. Compiere un atto buono ma con tiepidezza o poca generosità.
2. Scegliere qualcosa di buono senza scegliere il meglio possibile.
3. Agire con retta intenzione ma mescolata a un po’ di amor proprio.
4. Pregare ma con scarsa attenzione.
5. Fare carità ma con qualche ricerca di approvazione.

 

16. Modo pratico per fare la Confessione

Preparazione
Mi metto alla presenza di Dio e chiedo allo Spirito Santo di illuminarmi, perché mi ricordi i peccati che dispiacciono a Dio.
Esame di coscienza: Ricordo i peccati commessi dall’ultima confessione ben fatta — di pensiero, parola, opera o omissione — contro i comandamenti di Dio, della Chiesa, contro le virtù o contro gli obblighi del proprio stato di vita. L’esame si fa con diligenza, serietà e sincerità, ma senza angosciarsi. La confessione non è un supplizio né una tortura, ma un atto di umile fiducia nella misericordia di Dio: non si tratta di tormentare l’anima, ma di liberarla.

Al confessionale
Mi avvicino e inizio con un saluto cristiano, di tipo:
“Sia lodato Gesù Cristo!” — e faccio il segno della croce.
Il confessore risponde:
“Sempre sia lodato!”
E può continuare:
“Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, Amen. Il Signore sia nel tuo cuore perché tu possa pentirti e confessare umilmente i tuoi peccati.”

La confessione dei peccati
Dico la mia condizione: sposato, religioso, vedovo, ecc., e quanto tempo è passato dall’ultima confessione.
Poi, con pentimento, riconosco e mi accuso umilmente di tutti i peccati ricordati dalla ultima confessione ben fatta, davanti a Dio e al suo ministro. Specifico se si tratta di peccati di pensiero, parola, azione o omissione.
Si inizia dal peccato più grave. Si confessa prima il peccato, poi le circostanze e il numero — evitando di scusarsi. Siamo lì per accusarci, non per scusarci. Il perdono lo dà sempre Dio, non noi.
È molto consigliabile chiudere con le parole:
“Mi pento anche di tutto ciò che non ricordo o non mi accorgo; chiedo a Dio perdono, e a te, padre, penitenza e assoluzione.”

La penitenza e l’assoluzione
Il confessore può dare consigli opportuni, imporre la penitenza e invitare a esprimere la contrizione con l’atto di dolore:
“Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo, col Tuo santo aiuto, di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore misericordia, perdonami.”
Il sacerdote assolve il penitente dicendo:
“Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace. E io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.”
Rispondo:
“Amen.”
Il sacerdote può aggiungere:
“La Passione di Gesù Cristo nostro Signore, l’intercessione della Beata Vergine Maria e di tutti i santi, il bene che farai e il male che dovrai sopportare ti giovino per il perdono dei peccati, l’aumento della grazia e il premio della vita eterna. Il Signore ha perdonato i tuoi peccati, va’ in pace.”
Rispondo:
“Amen.”

Dopo la confessione
È consigliabile compiere subito la penitenza ricevuta, per non dimenticarla.
A questa è consigliabile aggiungere almeno un Padre Nostro e un’Ave Maria in ringraziamento a Dio per il perdono ricevuto, e un Padre Nostro e un’Ave Maria per il sacerdote confessore — perché Dio ci conceda sempre di trovare un confessore, specialmente nell’ora della morte.

 

17. Gli elementi indispensabili per una buona Confessione

1. Esame di coscienza
Richiamare alla memoria tutti i peccati commessi dall’ultima confessione, cercando di essere il più onesti possibile con sé stessi.

2. Pentimento
Provare un sincero dolore per aver offeso Dio e detestare sinceramente il peccato. Poiché il pentimento è un dono di Dio, è necessario chiederlo a Lui con umiltà nella preghiera.

3. Proponimento di emendarsi
Prendere la ferma decisione di non peccare più, accettando di fare tutto il necessario per evitare il peccato, qualunque cosa costi.

4. Confessione al sacerdote
Dire al sacerdote tutti i peccati scoperti nell’esame di coscienza. Questa confessione deve essere:
Sincera: senza cercare di ingannare il sacerdote — tanto è impossibile ingannare Dio
Completa: senza tacere alcun peccato
Umile: senza alterigia né arroganza
Contrita: senza indifferenza, e tanto meno con leggerezza
Prudente: con parole adeguate, senza nominare altre persone né rivelare peccati altrui
Breve: senza spiegazioni inutili né argomenti estranei, salvo le circostanze rilevanti

5. Soddisfazione (Penitenza)
Compiere la penitenza assegnata dal sacerdote, con l’intenzione di riparare i peccati commessi. La penitenza è obbligatoria, poiché costituisce parte integrante del sacramento stesso.

18. Domande utili per prepararsi alla confessione

Sul proprio atteggiamento verso il sacramento

– Mi avvicino al sacramento della Penitenza con sincero desiderio di purificazione, di conversione e di un’amicizia più profonda con Dio? Oppure lo considero qualcosa di fastidioso, da ricevere solo raramente e controvoglia?

Sulle confessioni passate
– Ho dimenticato o taciuto deliberatamente qualche peccato grave nelle confessioni precedenti?
– Ho mentito in confessione, per vergogna o per paura?
– Ho compiuto la penitenza che mi è stata assegnata dal sacerdote?

Sul cambiamento di vita
– Ho riparato le ingiustizie commesse verso gli altri?
– Mi sono impegnato concretamente a correggere i miei peccati e a non ricadervi?
– Ho cercato di mettere in pratica i propositi fatti per emendare la mia vita secondo il Vangelo?

Sul sacramento dell’Eucaristia
– Sono consapevole che, se ho sulla coscienza un peccato grave — o anche solo il dubbio che lo sia — non devo accostarmi alla Santa Comunione senza essermi prima confessato? Farlo costituirebbe un peccato più grande, quello del sacrilegio.

Sulle Opere di Misericordia
– Ho trascurato le Opere di Misericordia spirituali e corporali, quando avrei potuto compierle?

Suggerimento pratico: se può aiutare, scrivi i tuoi peccati su un foglio prima di confessarti, per non dimenticarne nessuno. È consigliabile distruggerlo dopo la confessione.