17 Mar 2026, Mar

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Tra i santi più venerati da don Bosco, san Giuseppe occupa un posto di rilievo speciale. Il Santo Piemontese ne approfondì la figura attraverso scritti, devozioni quotidiane e scelte concrete, riconoscendo in lui un modello unico di umiltà e servizio silenzioso a Dio. Patrono dell’Oratorio, protettore degli artigiani e degli studenti, intercessore potente per i moribondi: san Giuseppe accompagnò don Bosco in ogni aspetto della sua missione educativa e spirituale. Scopriamo insieme come questa devozione plasmò la Famiglia Salesiana e continua ancora oggi a ispirare quanti camminano sulle orme di don Bosco.

La devozione di don Bosco
La missione di san Giuseppe era unica, completamente diversa da tutte le altre, scrive don Bosco nella prefazione alla Vita di s. Giuseppe, Sposo di Maria SS. e Padre putativo di G. Cristo:

San Giuseppe aveva ricevuto da Dio una missione tutta opposta a quella degli apostoli. Questi avevano per incarico di far conoscere Gesù; Giuseppe doveva tenerlo celato; quelli dovevano essere fiaccole che lo mostrassero al mondo, questi un velo che lo coprisse. Quindi Giuseppe non era per sé, ma per Gesù Cristo. Era adunque nell’economia della Divina Provvidenza che san Giuseppe si mantenesse oscuro mostrandosi solamente quanto era necessario per autenticare la legittimità del matrimonio con Maria, e sgombrare ogni sospetto sopra quella di Gesù (OE17 283s).

La prima grande crisi nella vita di Giuseppe avvenne quando Maria fu tornata dalla visita alla cugina Elisabetta. Leggiamo nella stessa Vita:

Il ritorno di Maria [da Elisabetta] preparava a Giuseppe una prova che doveva essere il preludio di molte altre. Egli non tardò ad accorgersi che Maria era in uno stato interessante e quindi veniva tormentato da mortali inquietudini (OE17 311).

Che cosa fare? “In questa incertezza risolse di abbandonarla e di espatriare per rigettare unicamente sopra di sé tutta l’odiosità di una tale separazione. Anzi aveva fatto di già i suoi preparativi per la partenza, quando un angelo discese dal cielo per rassicurarlo”:

Giuseppe, figliuolo di Davide – gli disse il celeste messaggero – non temere di ricevere Maria per tua consorte, imperciocché ciò che in essa è stato concepito è per opera dello Spirito Santo. Ella partorirà un figliuolo cui tu porrai nome Gesù, imperciocché ei libererà il suo popolo dai suoi peccati. D’allora in poi Giuseppe rassicurato completamente concepì la più alta venerazione per la sua casta sposa. Egli vide in essa il tabernacolo vivente dell’Altissimo, e le sue cure non furono che più tenere e più rispettose (OE17 312).

Nei Fatti ameni della vita di Pio IX, don Bosco ricorda che il bassorilievo, che orna il piedistallo della colonna eretta a Roma in onore dell’immacolata concezione di Maria, rappresenta “san Giuseppe avvertito dall’angelo, durante il sonno, del mistero dell’incarnazione” (OE23 96).

San Giuseppe nella Famiglia Salesiana
Nel giorno della Solennità di San Giuseppe, la Famiglia Salesiana può guardare a don Bosco per imparare da lui come mettersi alla sequela del padre putativo di Gesù.
Da molti scritti di Don Bosco si evince quanto il Santo Piemontese amasse san Giuseppe: lo aveva nominato tra i patroni dell’Oratorio, aveva messo gli artigiani sotto la sua protezione e lo aveva proclamato… protettore degli esami per gli studenti.
Di san Giuseppe don Bosco sottolinea in particolare la missione di essere il protettore dei morenti. Nel testo del Giovane Provveduto, scrive:

San Giuseppe, avendo avuta l’invidiabile sorte di morire assistito da Gesù e Maria, viene dato per Protettore dei moribondi. Manifestiamo durante la nostra vita devozione a San Giuseppe, per averlo in aiuto nel momento della morte.

Alla vigilia del mese di marzo, dedicato a san Giuseppe, don Bosco diceva ai suoi giovani:

Domani incomincia il mese di S. Giuseppe e desidero che voi tutti vi mettiate sotto la sua protezione: se voi lo pregherete di cuore esso vi otterrà qualunque grazia, sia spirituale, sia temporale, della quale possiate aver bisogno. Alzandovi al mattino, dite: Gesù, Giuseppe, Maria, vi dono il mio cuore e l’anima mia. Alla sera andandovi a coricare: Gesù, Giuseppe, Maria, assistetemi nell’ultima agonia (MB7 637).

L’intercessione di san Giuseppe è molto potente. Nella citata Vita di S. Giuseppe don Bosco scrive tra l’altro:

Non dobbiamo noi credere, che fra i beati che sono l’oggetto del nostro culto religioso, san Giuseppe sia, dopo Maria, il più potente di tutti presso Dio, e colui che merita a più giusto titolo la nostra confidenza ed i nostri omaggi? (OE17 362s).

Don Bosco ricorreva a san Giuseppe per tutti i suoi bisogni ed esortava gli altri ad invocarlo. Più volte l’anno parlava dell’efficacia della sua intercessione.
Gioì molto quando, l’8 dicembre 1870, Pio IX lo proclamò Patrono della Chiesa Universale; e nel 1871 dichiarò che in tutte le sue case salesiane si dovesse osservare un giorno festivo il 19 marzo.
Nelle chiese costruite da lui, don Bosco volle sempre un altare a san Giuseppe. Così, infatti, i pellegrini che visitano la basilica di Maria Ausiliatrice a Torino e quella del Sacro Cuore a Roma, ancora oggi possono ammirare due splendide tele che lo raffigurano, sempre insieme a Maria e a Gesù.
Per la tela torinese, realizzata da Tommaso Lorenzone, fu lo stesso Don Bosco a dare precise indicazioni al pittore circa la rappresentazione. San Giuseppe appare raffigurato al centro, in piedi, sopra una nuvola, portando sul braccio sinistro il bambino Gesù, il quale tiene in mano un cestino pieno di rose. Il Salvatore porge le rose una ad una al padre che le fa piovere come grazie sulla casa di Valdocco. Nel movimento di intensi sguardi d’amore tra i tre protagonisti, ovviamente, è coinvolta anche Maria, e attorno a loro già si manifesta la gioia del Paradiso, con gli angeli, a fare da cornice.
E nella basilica del Sacro Cuore a Roma – che inizialmente doveva essere dedicata a San Giuseppe e che fu l’ultima grande impresa di Don Bosco – l’altare dedicato a san Giuseppe è ornato da una tela di Giuseppe Rollini, che raffigura lo sposo di Maria in un modo realmente maestoso. In questo caso egli compie chiaramente la sua missione di Patrono e protettore della Chiesa Cattolica custodendo dall’alto con la mano la basilica di San Pietro, che un angelo genuflesso gli presenta.
In entrambe le opere, sia quella della basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, sia quella del Sacro Cuore a Roma, sono rappresentati cherubini che tendono una fascia, sulla quale viene esplicitato il messaggio: “Ite ad Joseph”, “Andate da Giuseppe!”.

Preghiera a san Giuseppe
Ave, Giuseppe, ricco di grazia,
Gesù e Maria sono con te;
tu sei benedetto fra gli uomini,
e benedetto è il frutto del seno della tua sposa, Gesù.
San Giuseppe, sposo di Maria,
prega per noi peccatori
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. (cfr OE17 386)

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P. Wirth MORAND

Salesiano di Don Bosco, professore universitario, biblista e storico salesiano, membro emerito del Centro Studi Don Bosco, autore di vari libri.