12 Mar 2026, Gio

Vallecrosia: 150 anni di presenza salesiana tra memoria e futuro

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Nel 2026 la comunità salesiana di Vallecrosia celebra un traguardo significativo: 150 anni di presenza educativa e pastorale nel cuore del Ponente ligure. Un anniversario che non è soltanto occasione di memoria, ma anche di riflessione sul valore di una storia capace di attraversare generazioni, cambiamenti sociali e trasformazioni culturali senza perdere la propria identità. Dalle origini legate direttamente all’intuizione educativa di Don Bosco fino alle sfide del presente, l’opera salesiana ha rappresentato per molti giovani e famiglie un punto di riferimento stabile. Ripercorrere questo cammino significa scoprire come una comunità educativa, radicata nel territorio e animata dallo spirito salesiano, abbia continuato nel tempo a mettere i giovani al centro, guardando con fiducia al futuro.

Nel 2026 l’opera salesiana di Vallecrosia celebra 150 anni di presenza educativa e pastorale nel Ponente ligure. Dal 1876 a oggi questa realtà ha attraversato epoche molto diverse, adattandosi ai mutamenti della società e alle nuove esigenze delle giovani generazioni.
In un secolo e mezzo l’opera ha cambiato volti e attività, ha rinnovato strutture e progetti educativi, ma non ha mai smarrito il cuore della propria missione: mettere i giovani al centro, accompagnandoli nella crescita umana e spirituale e difendendone la dignità. Generazioni di ragazzi, famiglie ed educatori hanno trovato in questa casa salesiana un punto di riferimento stabile, capace di evolvere senza perdere la propria identità.
Questa continuità rappresenta uno degli aspetti più significativi della presenza salesiana a Vallecrosia: una storia che non si è mai interrotta e che continua ancora oggi con lo stesso spirito che animava Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani.

Le origini: Don Bosco e il Santuario di Maria Ausiliatrice
La presenza salesiana nel territorio dell’estremo Ponente ligure nasce negli ultimi anni della vita di Don Bosco. Nel 1876 prende forma l’opera di Vallecrosia, destinata a diventare un centro educativo e spirituale di grande importanza per la zona compresa tra Ventimiglia e Sanremo.
Fin dall’inizio la missione dei salesiani si intreccia con quella delle Figlie di Maria Ausiliatrice, già presenti nel territorio. La collaborazione tra le due congregazioni diede origine a una presenza educativa complementare: quella dei salesiani per i ragazzi e quella delle religiose per le ragazze.
Questa doppia presenza, maschile e femminile, contribuì a creare una rete educativa ampia, capace di accompagnare intere generazioni nel loro percorso di crescita.
Al centro di questa realtà si colloca il Santuario di Maria Ausiliatrice. Fin dalle origini il santuario divenne il cuore spirituale della comunità: un luogo dove la fede si intrecciava con l’impegno educativo e sociale. Ancora oggi esso rappresenta uno spazio di incontro tra la dimensione religiosa e la vita quotidiana del territorio.

Un’opera che cresce con il territorio
Nel corso dei decenni l’opera salesiana si è sviluppata ampliando le proprie attività educative e pastorali.
Attorno alla presenza dei salesiani sono nate diverse realtà che hanno segnato la vita della comunità locale: la parrocchia, l’oratorio, le attività scolastiche, le iniziative sportive e culturali. In tempi più recenti si è consolidata anche l’esperienza della formazione professionale attraverso il CNOS-FAP, che offre ai giovani opportunità concrete di preparazione al mondo del lavoro.
Queste iniziative hanno permesso all’opera di rispondere alle trasformazioni della società senza perdere la propria identità educativa.
Il cortile dell’oratorio, in particolare, è rimasto nel tempo uno dei simboli più vivi dello spirito salesiano: un luogo di incontro, di amicizia e di crescita, dove il gioco e lo sport diventano occasioni di educazione alla responsabilità e alla solidarietà.
Molti ex allievi ricordano quegli anni come un’esperienza determinante per la propria vita. Non di rado raccontano che proprio tra i muri dell’oratorio hanno imparato valori come il rispetto degli altri, il senso del dovere e l’impegno verso la comunità.

Un libro per raccontare centocinquant’anni di storia
In occasione del 150° anniversario è stato pubblicato un volume intitolato “Don Bosco a Vallecrosia: ieri, oggi e domani”.
Il libro, realizzato dalla direzione dell’Istituto Salesiano insieme al comitato organizzatore delle celebrazioni, rappresenta una vera e propria ricostruzione storica della presenza salesiana nel territorio. Attraverso documenti, lettere, fotografie d’epoca e testimonianze personali, il volume ripercorre la vita della parrocchia, della scuola, dell’oratorio, delle attività sportive e delle iniziative socioculturali che hanno caratterizzato questi centocinquant’anni.
Il curatore Roberto Capaccio, ex allievo salesiano, ha spiegato lo spirito dell’iniziativa: raccogliere le voci e le esperienze di chi ha vissuto questa storia per mostrare quanto profondamente l’opera salesiana abbia inciso nella vita dell’estremo Ponente ligure.
Secondo Capaccio, l’obiettivo del libro è testimoniare come i salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice abbiano diffuso nel territorio lo spirito educativo di Don Bosco, contribuendo a formare generazioni di giovani capaci di assumersi responsabilità nella società e di lavorare per il bene comune.
La realizzazione del volume ha richiesto un anno di lavoro, coinvolgendo un gruppo di redazione formato da salesiani, ex allievi e studiosi della storia locale. Il risultato è un mosaico di memorie e documenti che restituisce il volto di una comunità educativa radicata nel territorio.

La postfazione del libro è firmata da Fabio Attard, undicesimo successore di Don Bosco alla guida dei Salesiani di Don Bosco.
Presente alle celebrazioni, Don Attard ha sottolineato nel suo intervento il significato profondo della memoria storica. Ricordare il passato, ha osservato, non significa rifugiarsi nella nostalgia. Al contrario, la memoria deve diventare una spinta verso il futuro e una chiamata alla responsabilità.
La storia dell’opera di Vallecrosia dimostra come, nel corso del tempo, la comunità salesiana abbia saputo interpretare le sfide dei diversi periodi storici senza perdere di vista l’obiettivo principale: mettere i giovani al centro della propria azione educativa.
Questo, ha affermato Don Attard, è il filo conduttore che attraversa centocinquant’anni di presenza salesiana sul territorio.

Un dono per la Chiesa e per la società
Anche il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, mons. Antonio Suetta, ha voluto sottolineare il valore di questo anniversario.
Secondo il presule, questi centocinquant’anni rappresentano un patrimonio di doni incalcolabili per la Chiesa e per la società. Solo il tempo, ha spiegato, può rivelare pienamente quanto bene abbia prodotto il seme piantato da Don Bosco nel cuore delle persone e nella vita delle comunità.
Le sue parole trovano conferma nelle tante storie personali legate all’opera salesiana. Ogni volta che un ex allievo racconta cosa abbia significato per lui l’oratorio, o quando un giovane in difficoltà trova nel centro di formazione professionale una nuova opportunità, emerge la profondità di questo patrimonio educativo.

Una storia che continua
Centocinquant’anni di storia non rappresentano un traguardo definitivo, ma piuttosto una nuova tappa del cammino.
Nel suo intervento conclusivo durante le celebrazioni, Don Fabio Attard ha invitato la comunità salesiana e la società civile a guardare al futuro con fiducia.
Il compito delle opere educative, ha ricordato, è ascoltare le domande e le inquietudini dei giovani di oggi, accompagnandoli nella costruzione di un domani più giusto e umano. Ogni ragazzo deve poter trovare un ambiente dove la speranza possa germogliare, dove la persona venga sempre rispettata e dove i più fragili non siano considerati un problema, ma protagonisti con talenti da scoprire e sviluppare.
Questo è lo spirito che continua ad animare l’opera salesiana di Vallecrosia.

Dopo 150 anni di attività, la casa salesiana di Vallecrosia rimane una presenza viva nel territorio. La sua storia non appartiene soltanto al passato, ma continua a scriversi ogni giorno attraverso il lavoro degli educatori, l’impegno dei volontari e l’entusiasmo dei giovani.
La memoria di ciò che è stato diventa così una risorsa per affrontare il futuro.
Come accadeva ai tempi di Don Bosco, anche oggi il cortile dell’oratorio, le aule della formazione professionale e gli spazi della comunità continuano a essere luoghi dove i giovani possono crescere, scoprire le proprie capacità e costruire il proprio progetto di vita.
Ed è proprio questa la vera eredità di centocinquant’anni di presenza salesiana a Vallecrosia: una comunità che – fondata sui valori cristiani – continua a educare con frutto.

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