11 Mar 2026, Mer

Nessun luogo è lontano…se c’è un ponte

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Il tema missionario salesiano di questo anno è la solidarietà missionaria salesiana e il prezioso lavoro delle Procure: come primo approfondimento accogliamo le parole di don Luca Barone SDB, nuovo presidente di Missioni Don Bosco.

L’immagine più immediata che viene alla mente pensando alla Procura Missionaria “Missioni Don Bosco Valdocco” è quella di un ponte: uno spazio cioè di passaggio, di collegamento, di facilitazione. Passano le storie, le esigenze e le necessità di tante missioni salesiane nel mondo, cioè storie di vite di missionari, di giovani, di persone, di comunità, di paesi; transitano su questo ponte preghiere, generosità, altruismo, donazioni, lasciti ed eredità di tanti benefattori e beneficati che si fidano di don Bosco e dei suoi figli e, attraverso loro, portano futuro e speranza nelle diverse parti del pianeta.

Il procuratore missionario, presidente di “Missioni Don Bosco”, a nome del Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana che lo nomina, “coordina il traffico” del transito su questo ponte e, con l’equipe di “Missioni Don Bosco”, unisce persone, risorse e professionalità a servizio dei più svantaggiati.

Missioni Don Bosco nasce nel 1991 a Torino con l’obiettivo di accompagnare i missionari salesiani che oggi, in 137 Paesi, portano istruzione e formazione professionale ai giovani in difficoltà. Seguendo le orme di San Giovanni Bosco, i missionari dedicano la loro vita alle persone in situazioni di svantaggio, vivendo a stretto contatto con le fasce più povere ed emarginate della popolazione.

Da 30 anni il nostro obiettivo è portare sviluppo nei Paesi del Sud del mondo; gestiamo interventi emergenziali in caso di calamità naturali, carestie e guerre; realizziamo pozzi nelle zone più aride; aiutiamo rifugiati e migranti; costruiamo e gestiamo case di prima accoglienza per ragazzi di strada, ospedali e ambulatori. Vogliamo aiutare i minori svantaggiati per permettere loro di diventare soggetti attivi nello sviluppo sociale del proprio Paese, nella piena convinzione che i giovani sono il futuro del mondo. Costruiamo scuole di ogni ordine e grado, centri di formazione professionale, sosteniamo decine di oratori nel mondo, promuoviamo borse di studio per l’istruzione di giovani bisognosi e borse lavoro per consentire loro di imparare un mestiere; sosteniamo l’opera di evangelizzazione ed educazione tipica del carisma salesiano.

Da qualche mese mi trovo in questo servizio di presidenza, che sento come un dono e una responsabilità. Un regalo che mi è stato concesso per allargare il mio cuore e la mente, dilatandoli a misura di Congregazione; infatti i progetti sostenuti nell’anno passato dalla Procura di Torino superano i 180 e hanno nei cinque continenti la loro realizzazione a servizio delle missioni, e questo mi permette di stupirmi dei miracoli che esistono quotidianamente quando esigenze vere incontrano generosità autentiche.
Sento anche tutta la responsabilità di questo incarico per l’urgenza e la concretezza che hanno molte esigenze di cui veniamo a conoscenza, per il rispetto e l’attenzione che meritano il sacrificio delle persone da cui arrivano le donazioni, per i destinatari dei nostri interventi che sono soprattutto, nello spirito salesiano, bambini, bambine e giovani che sognano un futuro migliore a cui hanno diritto.
Un proverbio africano dice che nella lotta tra due elefanti ad essere schiacciata è sempre l’erba: nelle lotte dei forti e dei potenti sono i poveri e i piccoli a rimanerne sopraffatti e schiacciati. Missioni Don Bosco prova ad agire su tre livelli: intervento nelle emergenze con aiuto immediato lì dove le necessità lo impongono; sostegno allo sviluppo e alla progettazione rivolto a popolazioni e paesi; e infine supporto ai missionari locali perché possano agire in senso sociale e politico affinché le condizioni di fondo di un paese possano migliorare, facendosi carico dei giovani e delle loro esigenze di presente e futuro.
Sul grande scacchiere della storia si gioca sempre a due tavoli: uno locale e uno globale, e quello che tu puoi fare nel tuo piccolo ha una conseguenza mondiale che va oltre le tue aspettative, perché si inserisce nel grande movimento di bene che forse non fa rumore ma che esiste e sostiene il mondo. Per questo mi permetto di chiedere a ciascuno di noi una rinnovata e contagiosa capacità di fare il bene e di essere generosi. Sarà il nostro modo di costruire una pace “disarmata e disarmante, umile e perseverante”, come ci ha detto il nostro Papa all’inizio del suo pontificato.

don Luca Barone, sdb

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