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Don Bosco fu profondamente fedele alla Chiesa e al Papa Pio IX, che amò con affetto filiale. Il Papa lo ricevette in udienza quindici volte in trent’anni, dimostrandogli costante benevolenza attraverso lettere e “Brevi Pontifici” dal tono paterno. Don Bosco, in segno di gratitudine, fece edificare a Torino la chiesa di San Giovanni Evangelista con una statua del Pontefice. Pio IX fu provvidenzialmente il Papa che accompagnò Don Bosco dall’inizio della sua opera per la gioventù povera e abbandonata.
Don Bosco fu un prete obbedientissimo alla Chiesa e nello stesso tempo cittadino leale verso la Patria. Però, uomo di Dio, non poteva non considerare il Romano Pontefice più di qualsiasi altro Capo. Usava dire che ogni desiderio del Papa era per lui un comando. Quest’atteggiamento partiva dal quel «sensus Ecclesiae» e da quella fedeltà al Papa che egli riteneva aspetti essenziali di una integra fede cristiana.
Oltre a questa sua fedeltà assoluta al Santo Padre, come Vicario di Cristo e Supremo Pastore della Chiesa, Don Bosco, che svolse la sua opera sotto l’egida di Pio IX, amò pure di affetto filiale il grande Pontefice, e questi gli fu veramente padre.
Il fatto è che l’angelico Pio IX, ora Beato, costituì con la Venerabile Margherita Occhiena e con San Giuseppe Cafasso, lo splendido trio che il Signore posò a sostegno di tutto ciò che Don Bosco poté compiere nella sua vita. La madre svolse una funzione unica nell’educazione e nel primo apostolato del figlio, incidendo profondamente sullo spirito e sullo stile del suo futuro operare. Don Cafasso fu il direttore spirituale nel momento delle scelte, delle difficoltà, incertezze e dubbi giovanili di Don Bosco.
Pio IX, con la sua paterna benevolenza, con il lungimirante intuito e con la suprema garanzia della sua autorità, fu la guida ispirata che gli confermò il cammino da percorrere, facendogli poi superare ogni ostacolo e rendendogli possibile in tempi relativamente brevi la fondazione, l’approvazione e lo sviluppo mondiale della sua Opera.
Le Udienze ed i «Brevi» pontifici
Per Don Bosco, dunque, fu anche un problema di cuore. L’amabilità di Pio IX, le gravi prove che dovette subire per la Chiesa, e la sua benevolenza verso l’opera salesiana, furono tanti legami che a Lui intimamente lo strinsero. E, a sua volta, Pio IX amava Don Bosco.
Venti volte Don Bosco andò a Roma e compì ben 15 di quei viaggi per essere ricevuto dal Papa. Il primo fu nella primavera del 1858, quando ottenne tre successive udienze. Pio IX ne fu affascinato. Da quel momento divenne grande amico di Don Bosco e della sua opera, dandogli in 30 anni molteplici prove di patema amicizia. Fu un’amicizia ricca di consigli, di favori, di generosa comprensione dei suoi problemi.
Non è certo possibile in un articolo come questo descrivere tutte le relazioni intercorse fra il grande Pontefice ed il Fondatore dei Salesiani. Ci limiteremo a ricordare due casi significativi del carteggio, – possiamo così chiamarlo? -, intercorso tra Don Bosco e il Papa.
Nell’Archivio Salesiano Centrale sono conservate 12 lettere di Pio IX a Don Bosco, lettere che pur avendo la forma esterna di «Brevi Pontifici», ne differiscono completamente perché al solito formulario di Curia sostituiscono un linguaggio paterno in cui vibra tutto l’affetto del Papa verso Don Bosco, i suoi figli e la sua opera.
Il 7 gennaio 1860, in risposta ad un indirizzo che Don Bosco gli aveva mandato a nome proprio e dei suoi figli, il Papa rispondeva, naturalmente in lingua latina, dando sfogo al proprio dolore per ciò che stava accadendo e manifestando la sua consolazione per il bene che si faceva a Torino, concludendo:
«Sopporta se ti avverrà qualche tribolazione, e sostieni con grandezza d’animo le sofferenze del tempo presente. La nostra speranza è riposta in Dio che, con l’intercessione di Maria Vergine Immacolata, Regina e Signora del mondo, ci libererà da questi gravi mali» (ASC 126.2, trad.).
L’ultima lettera o «Breve Pontificio» porta la data del 17 novembre 1875. Il Papa aveva ricevuto in udienza particolare i primi Missionari Salesiani partenti per l’America. Nel «Breve» diceva:
«Abbiamo con paterna benevolenza abbracciati i Missionari che Ci raccomandavi. Dal loro aspetto e dalle loro parole crebbe in Noi la speranza, che già avevamo, che le loro fatiche in quei paesi lontani, ove sono avviati, debbano essere fruttuose e salutari ai fedeli» (ivi.).
Tutte queste manifestazioni di bontà da parte del grande Pio IX compensavano ampiamente Don Bosco delle sue molteplici afflizioni.
Uno scherzo della Provvidenza
In ricordo del grande Benefattore Don Bosco fece edificare a Torino sul Viale del Re, a est della Stazione Centrale di Porta Nuova, la chiesa di San Giovanni Evangelista, che portava il nome del Santo Patrono di Papa Mastai, e che doveva essere monumento di perpetua gratitudine al grande Pio IX. Per lo stesso motivo Don Bosco faceva collocare presso l’ingresso una grande statua che ne rappresentava la maestosa figura.
La statua fu collocata nella sua base il 25 aprile 1882. La mattina dell’11 aprile Mons. Celestino Fissore, arcivescovo di Vercelli, aveva consacrato la chiesa di San Secondo posta sul lato opposto della Stazione Centrale. Ma in quell’occasione i settari, urtati dal fatto che sul frontone della chiesa, monumento anch’essa alla memoria di Pio IX, doveva venire posto un busto del defunto Pontefice con relativa iscrizione, organizzarono sul luogo, durante la cerimonia, un tumulto di protesta. Una turba di prezzolati, giunta di proposito sul sito, suscitò un tale tafferuglio che, per evitare mali maggiori, si dovette rimuovere il busto e l’iscrizione.
Ma proprio nell’ora in cui dalla facciata di San Secondo si toglieva il busto di Pio IX, giungeva dalla stazione ferroviaria alla chiesa di San Giovanni Evangelista il carrettone portante la statua del Pontefice ivi destinata. Il salesiano coadiutore Giuseppe Buzzetti, che andava in cerca di uomini di fatica per scaricare quell’enorme peso, s’imbatté nei muratori che se ne tornavano dall’impresa compiuta a San Secondo. Li invitò, allora, al trasporto della statua nell’interno del tempio di San Giovanni Evangelista. Felici dell’improvvisa occasione di guadagno, i poveretti accettarono volentieri. E così quelle stesse mani che avevano tolto il busto del Papa in un luogo, ne rizzavano la statua in un altro (MB XV, 374). Scherzi della Provvidenza?
Pio IX fu il Papa che la Provvidenza mandò a Don Bosco sin dall’inizio dell’opera da lui intrapresa per la gioventù povera ed abbandonata. Fu davvero un Padre amantissimo per colui che Giovanni Paolo II avrebbe proclamato «Padre e Maestro della gioventù».

